Collina: «Obiettivo ridurre le perdite di tempo, ecco le novità su VAR e secondo giallo»
In veste di presidente della commissione arbitrale FIFA, Pierluigi Collina espone una strategia globale per rendere le partite meno soggette a interruzioni e a scorciatoie del cronometro, delineando misure operative e riflessioni sul contesto attuale del calcio internazionale.
collina e la lotta alle interruzioni di gioco e alle perdite di tempo
L’obiettivo primario è eliminare o limitare al massimo le perdite di tempo che compromettono la spettacolarità delle gare. L’anno scorso è stata introdotta la regola degli 8 secondi per i portieri, che ha registrato un alto tasso di successo: casi di angolo concesso praticamente inesistenti e un effetto deterrente clearly tangibile. Considerando i tempi persi tra rinvii e falli laterali, si è valutata una soluzione mirata a disincentivare prolungamenti inutili.
l’8 secondi per i portieri
La misura ha dimostrato efficacia, con pochissimi casi di angolo concessi e un effetto deterrente significativo. L’obiettivo non è punire, ma far desistere dal perdere tempo durante l’esecuzione delle riprese e delle uscite.
il countdown per le rimese laterali
Diversamente dall’8 secondi, non esiste un tempo massimo fisso in tutte le situazioni: possono influire condizioni diverse, come la disponibilità di palloni o la possibilità di un lancio dal centro dell’area. L’arbitro valuterà se il ritardo mira a guadagnare tempo e, in caso affermativo, scatteranno i 5 secondi. Lo scopo è convincere i giocatori a non dilatare i tempi di rimessa.
l’uscita al rallentatore sui cambi
Già in atto una precedente impostazione che prevede l’uscita dal campo dal punto più vicino al giocatore uscuente. Il nuovo approccio utilizza un deterrente temporale più efficace rispetto all’ammonizione, che in passato ha potuto essere percepita come un compromesso poco incisivo. I riscontri nelle strutture professionistiche, tra cui la MLS, indicano una funzionalità evidente della misura.
il minuto fuori per gli infortuni tattici
Allontanarsi dal campo per un minuto dopo l’intervento dei sanitari permette al giocatore recuperare meglio dall’infortunio e, in certi casi, stimola un rientro più rapido. I test hanno dato risultati positivi; in Arab Cup 2025 si è registrato un dimezzamento degli interventi dei sanitari per tempo, passando da circa 4–5 a due interventi in otto partite.
VAR e secondo giallo
Quando, nel 2016, fu avviata la sperimentazione del VAR, la metodologia era nuova e tenuta in pilota su protocolli originali. Oggi la situazione è diversa: un esempio è la seconda ammonizione, che può portare a un’espulsione non sostenuta da una giustificazione equa e che può incidere sull’esito della partita. Da anni se ne discute come priorità, ma finora non è stata considerata una questione risolta.
il controllo sui corner
Il calcio d’angolo richiede tempo per la gestione del posizionamento dei difensori e per l’esecuzione del tiro. Un controllo rapido può rivelare un errore di decisione e permettere un rinvio, evitando che si perda tempo prezioso. L’obiettivo è sempre mantenere un flusso di gioco regolare senza aggiungere ritardi.
bilancio e prospettive sul VAR
Nei prossimi panel dell’Ifab è prevista una valutazione complessiva sull’andamento del VAR dopo un decennio, per capire se servano cambiamenti strutturali. Un’area di sviluppo riguarda anche il VAR a chiamata, noto come Football Video Support, che oggi funziona in contesti con un numero limitato di telecamere. Si valutano possibili migliorie su base generale, in vista di un maggiore realismo operativo e di una copertura televisiva più efficace.
viaggiare verso soluzioni condivise
Si punta a una revisione complessiva che possa includere nuove proposte emerse dall’esperienza accumulata. Il dibattito riguarda anche l’evoluzione delle pratiche di controllo e l’adeguamento a diverse competizioni, con l’obiettivo di affinare i protocolli.
la gestione delle conflittualità e le regole etiche
Per le controversie tra calciatori legate ai contatti, si cerca di contrastare l’uso di gesti che potrebbero nascondere contenuti verbali potenzialmente provocatori. Si lavora verso una soluzione che sia efficace prima del Congresso Fifa di Vancouver previsto in aprile.
fuorigioco e sperimentazioni
È stata decisa la continuazione della sperimentazione di diverse soluzioni al fuorigioco, con un test significativo in Canada legato al fenomeno day-light (la luce tra attaccante e difensore) nel massimo campionato nazionale.
novità su temi pratici e procedure
Il focus resta su misure pratiche che migliorino la fluidità del gioco e la correttezza delle decisioni arbitrali, mantenendo un approccio orientato ai fatti e all’equità sportiva. Le modifiche sono pensate per essere applicabili con coerenza nelle gare di alto livello e per contribuire alla godibilità del pubblico.
Nella trattazione si menziona anche il tema della gestione degli episodi di razzismo: esiste una procedura codificata che gli arbitri seguono per attenuarne l’impatto, garantendo che i giocatori non subiscano conseguenze ingiuste a causa di comportamenti discriminatori.
La discussione si concentra su come evolvere l’approccio al fuorigioco e sulle possibili integrazioni tecnologiche, mantenendo al centro la necessità di preservare la dinamicità delle partite e la dignità sportiva.
Una nota sul contesto operativo: l’obiettivo è mantenere una gestione equilibrata tra innovazione tecnologica e praticità di campo, per garantire decisioni chiare, rapide e affidabili.
Nominativi presenti nella fonte:
- Pierluigi Collina
