Clippers: indagine viziata e penalità retroattiva per una regola mai esistita
The following letter has been sent to Adam Silver, on behalf of the LA Clippers: pic.twitter.com/SAWZkciVJf
— ClippersPR (@ClippersPR) September 2, 2026
I Los Angeles Clippers hanno contestato duramente la decisione della NBA in merito all’indagine collegata a Kawhi Leonard, inviando una lettera al commissioner Adam Silver. La franchigia sostiene che il procedimento sia stato condotto senza adeguate garanzie, con conclusioni già orientate contro la squadra e con conseguenze rilevanti per Steve Ballmer, per i dirigenti coinvolti e per alcuni partner commerciali.
Los Angeles Clippers, contestata la decisione della NBA
La lega ha sanzionato i Clippers con la perdita di cinque scelte al primo giro del Draft e ha disposto la sospensione di Steve Ballmer, Gillian Zucker e Lawrence Frank. Il provvedimento è arrivato al termine di un’indagine avviata dopo le accuse secondo cui la franchigia avrebbe aggirato il salary cap trasferendo denaro a Kawhi Leonard attraverso un contratto privo di effettive prestazioni con Aspiration, uno sponsor della squadra.
Nella comunicazione ad Adam Silver, i Clippers ricordano che la NBA aveva promesso un procedimento fondato sul giusto processo, sull’equità e sulla necessità di dimostrare eventuali violazioni con prove concrete, anziché con semplici apparenze. La franchigia afferma che tali principi non sarebbero stati rispettati.
Indagine sui Clippers, costi e conseguenze per la franchigia
Secondo la ricostruzione della squadra, Steve Ballmer avrebbe sostenuto una spesa vicina ai 50 milioni di dollari per finanziare l’indagine affidata allo studio Wachtell, Lipton, Rosen & Katz. Il procedimento avrebbe superato sia l’ambito inizialmente indicato dalla lega sia i limiti associati al principio di equità.
I Clippers dichiarano di avere consegnato oltre 30.000 documenti e di avere messo a disposizione più di 20 testimoni, coinvolti in 30 interviste. Anche partner commerciali e sponsor della franchigia avrebbero fornito documentazione, partecipato agli incontri con gli investigatori e rilasciato dichiarazioni. Ballmer avrebbe inoltre rimborsato i costi di almeno sei studi legali, alcuni dei quali ingaggiati su richiesta dei legali della NBA.
La società descrive l’inchiesta come un’attività estremamente gravosa per il proprio personale. Migliaia di ore sarebbero state impiegate nell’analisi di archivi, telefoni, sistemi di messaggistica, documenti interni e registri contabili. La vicenda avrebbe anche compromesso in modo permanente i rapporti con importanti interlocutori commerciali della franchigia.
Steve Ballmer e le accuse legate ad Aspiration
La lettera sostiene che la reputazione di Steve Ballmer sia stata gravemente danneggiata dal coinvolgimento nell’indagine NBA, nella causa civile, nella procedura fallimentare di Aspiration e in altre questioni collegate. I Clippers affermano che il proprietario potrebbe essere costretto a difendere per anni se stesso e la squadra da accuse ritenute infondate e originate da un podcaster.
La franchigia riferisce inoltre che gli stessi legali della NBA avrebbero riconosciuto, durante le discussioni, di non ritenere esistente un accordo tra i Clippers e Aspiration finalizzato a trasferire denaro a Kawhi Leonard. Secondo quanto riportato nella lettera, la lega avrebbe anche concordato con il Dipartimento di Giustizia, la Securities and Exchange Commission e un giudice federale che Ballmer fosse vittima della frode di Joe Sanberg, non un suo partecipante.
Malgrado queste posizioni espresse privatamente, la NBA avrebbe pubblicato un rapporto e un comunicato stampa con meno di un’ora di preavviso e senza concedere ai Clippers la possibilità di replicare. La franchigia considera questa condotta incompatibile con qualsiasi principio di equità.
Kawhi Leonard e i contatti con sponsor e fornitori
I Clippers sostengono che la lega abbia finito per basare la sanzione su una teoria differente: la presentazione di Kawhi Leonard, su richiesta del giocatore, ad alcuni fornitori e sponsor della squadra. Secondo la franchigia, Wachtell sarebbe stata informata di questi contatti da mesi, ma li avrebbe sollevati soltanto nella fase conclusiva dell’indagine.
La società considera queste presentazioni legittime e comuni nella NBA, sostenendo che nessuna regola vietasse alle squadre di mettere i propri giocatori in contatto con sponsor o fornitori. I Clippers ritengono che un’indagine estesa a qualsiasi franchigia avrebbe fatto emergere numerosi casi analoghi, determinati da richieste degli stessi atleti.
La franchigia ricorda che i contatti tra Kawhi Leonard e partner commerciali erano già stati esaminati dalla NBA più di sette anni fa. Quella verifica si sarebbe conclusa senza sanzioni e senza accertamenti di irregolarità. Inoltre, dirigenti della lega, tra cui Rick Buchanan, sarebbero stati consapevoli di questa pratica senza sollevare obiezioni.
Per i Clippers, riaprire una precedente indagine e considerare illecito un comportamento noto alla NBA dal 2019 rappresenterebbe una violazione del giusto processo. La squadra contesta anche l’idea di applicare retroattivamente una regola mai esistita.
Sponsor dei Clippers coinvolti nell’indagine
La franchigia afferma che il procedimento abbia prodotto conseguenze anche per soggetti terzi, tra cui Boingo Wireless, Daktronics e Lockton. Alcuni sponsor avrebbero riferito di essere stati minacciati qualora non avessero consegnato le informazioni richieste dalla lega.
Secondo i Clippers, i tentativi degli sponsor di collaborare in buona fede sarebbero stati ignorati quando i dati forniti non coincidevano con le conclusioni già perseguite dagli investigatori. La squadra contesta inoltre la pubblicazione di accordi commerciali riservati senza adeguate garanzie per la tutela della confidenzialità.
La lettera definisce l’indagine compromessa fin dall’inizio e giudica imperdonabile la scelta di pubblicare il rapporto senza avvisare preventivamente la franchigia o i suoi legali. I Clippers descrivono il procedimento come una caccia alle streghe contraria all’equità, all’integrità della NBA e ai principi dello sport, dichiarando di valutare ogni possibile rimedio legale.
Protagonisti della vicenda Clippers-NBA
La disputa coinvolge dirigenti della lega, esponenti della franchigia, il giocatore al centro dell’indagine e soggetti collegati alla vicenda Aspiration.
- Adam Silver, commissioner della NBA;
- Steve Ballmer, proprietario dei Los Angeles Clippers;
- Kawhi Leonard, giocatore associato all’indagine;
- Gillian Zucker, dirigente dei Los Angeles Clippers;
- Lawrence Frank, dirigente dei Los Angeles Clippers;
- Joe Sanberg, indicato nella vicenda legata alla frode di Aspiration;
- Rick Buchanan, dirigente della NBA citato nella lettera.