Clear line uefa, rosetti contro l’abuso del var: «è calcio, non playstation»
Uniformare le interpretazioni arbitrali e definire con maggiore precisione il ruolo della tecnologia sono gli obiettivi della nuova piattaforma UEFA Clear Line. Il progetto raccoglie numerosi episodi controversi per offrire un riferimento condiviso sul funzionamento del VAR e sul confine tra l’intervento dell’assistente video e la responsabilità del direttore di gara.
Clear Line e la nuova guida UEFA per il VAR
La piattaforma sviluppata dalla UEFA comprende oltre 150 situazioni arbitrali analizzate negli ultimi anni. Il materiale include video e casistiche riguardanti falli di mano, calci di rigore, espulsioni, errori di persona e altre circostanze verificatesi nelle competizioni europee.
Clear Line è stata concepita come una biblioteca comune dedicata alle decisioni arbitrali. Il suo contenuto permette di confrontare episodi differenti e di comprendere quando l’intervento del VAR sia corretto e quando, invece, la valutazione debba rimanere affidata esclusivamente all’arbitro.
Rosetti spiega gli obiettivi di Clear Line
Roberto Rosetti, responsabile degli arbitri UEFA, ha presentato il progetto sottolineando la necessità di creare un punto di riferimento centrale per tutti i protagonisti del calcio. La piattaforma mette a disposizione casistiche e immagini raccolte nell’arco di otto anni di evidenze arbitrali, con un accesso pensato per giocatori, allenatori, commentatori, addetti ai lavori e tifosi.
Il sistema nasce anche per rispondere ai dubbi sull’opportunità di determinate revisioni al monitor. La consultazione di episodi concreti consente di chiarire i criteri applicabili e di rendere più omogenee le interpretazioni tra campionati e competizioni differenti.
Utilizzo del VAR e interventi sugli episodi chiari
Uno dei principali temi affrontati da Rosetti riguarda il rischio di un ricorso eccessivo alla tecnologia. Secondo il responsabile UEFA, il VAR dovrebbe intervenire soltanto nei casi caratterizzati da errori chiari ed evidenti, senza trasformarsi in uno strumento destinato a esaminare ogni minimo contatto.
L’indicazione è di recuperare la funzione originaria dell’assistenza video: correggere gli errori macroscopici e lasciare all’arbitro la gestione degli episodi appartenenti alla valutazione di campo. La ricerca di dettagli microscopici può infatti allontanare il sistema dal suo scopo iniziale.
Rosetti ha inoltre evidenziato l’elevato livello dei video match officials operativi in Europa, precisando che la qualità degli addetti non deve tradursi in interventi continui. Per un utilizzo più mirato del VAR servono arbitri precisi, autorevoli e capaci di assumersi la responsabilità delle decisioni.
La centralità dell’arbitro nelle decisioni
La UEFA ribadisce che la tecnologia deve conservare un ruolo di supporto. Il VAR non dirige la partita e non può sostituire l’arbitro: il compito principale resta nelle mani del direttore di gara, chiamato a osservare, valutare e decidere con coraggio.
La centralità dell’arbitro viene considerata un principio essenziale del gioco. Clear Line punta quindi a delimitare meglio l’ambito d’azione del VAR, favorendo decisioni più coerenti e una distinzione netta tra il controllo tecnologico e l’autorità arbitrale sul terreno di gioco.
Il protagonista del progetto UEFA
La presentazione dell’iniziativa è stata affidata al responsabile degli arbitri UEFA, che ha illustrato la funzione della piattaforma e le linee guida sull’impiego della tecnologia.
- Roberto Rosetti, responsabile degli arbitri UEFA.
