Chi è il pugile dell'anno: Usyk, Inoue o Crawford?
Nel dibattito sul fighter dell'anno, emergono profili diversi capaci di incorniciare una stagione combattiva di alto livello. L’analisi si concentra su costanza, volume di incontri e impatto complessivo sul panorama delle divisioni, confrontando traiettorie che hanno segnato il 2025 con esiti significativi e momenti chiave.
inoue come fighter dell'anno: costanza e attività
Naoya Inoue ha chiuso l’anno imbattuto 32-0, distinguendosi non solo per la supremazia tecnica ma anche per un ritmo di combattimenti particolarmente elevato. Nel 2025 ha disputato tre incontri, con un quarto match programmato per fine dicembre, una frequenza che raramente si vede tra i migliori ai massimi livelli.
Durante i quattro incontri della stagione, Inoue ha mostrato una combinazione equilibrata di prestazioni: due knock-out e due decisioni, affrontando avversari con un palmarès combinato di 93-4-3 al momento dell’incontro. La stagione si è chiusa con la vittoria su David Picasso, precedentemente imbattuto, consentendo a Inoue di chiudere 2025 4-0 e di mantenere il controllo della sua divisione. Per chi valorizza coerenza, volume e una costante affermazione di categoria, la sua candidatura risulta chiara.
altre contendenti principali: usyk e crawford
Oleksandr Usyk, campione pesi massimi unificato, ha disputato una sola prova nell’anno, ma in una categoria di grande rilievo. Rimanendo imbattuto 24-0, Usyk ha interrotto Daniel Dubois nel rematch, rafforzando la sua posizione al vertice della divisione pesante. Nonostante un calendario meno denso, la rilevanza di una difesa titolata in una categoria così prestigiosa pesa molto nelle valutazioni di fine anno.
Terence Crawford ha offerto una delle prestazioni più sorprendenti dell’anno spostandosi di due divisioni per sconfiggere Saul Canelo Alvarez, conseguendo una vittoria netta e annunciando il ritiro. Non è stata prevista una rivincita, scelta coerente con l’esito della sfida e con i progetti di carriera di Crawford. Quella vittoria, su un avversario che aveva già affrontato dinamiche di peso diverse, ha acceso discussioni sulla portata di un career path che può includere altri appuntamenti, o la conclusione di un’era.
In sostanza, si confrontano tre approcci: Inoue mostra continuità e volume inchiodando l’attenzione su rendimento costante; Usyk privilegia la gestione e la qualità di una categoria di peso top, mantenendo la supremazia pur con meno impegni; Crawford incarna la possibilità di trasformare una singola partenza in una dichiarazione di dominio su un grande palco, aprendo la strada a scenari futuri ancora incerti. L’esame si concentra quindi su cosa conti di più per assegnare il riconoscimento: una carriera lunga e costante o una prestazione decisiva che definisce un punto di svolta.
In conclusione, Inoue, Usyk e Crawford rappresentano tre risposte diverse a questa domanda, ognuna con articolazioni distinte tra continuità e momento decisivo.
Nell’orizzonte della narrativa pugilistica, alcuni nomi ricorrono come riferimenti chiave per valutazioni e confronti di fine anno:
- Naoya Inoue
- Oleksandr Usyk
- Terence Crawford
- Saul Canelo Alvarez
- Daniel Dubois
- Dmitrii Bivol
- David Picasso

