Cher ndour a oggi cosa è cambiato nel suo gioco
Cher Ndour, centrocampista classe 21 anni, racconta il proprio percorso e i passaggi che hanno accompagnato la sua crescita tra esperienze all’estero e ritorno in Italia. Il giovane della Fiorentina descrive scelte personali, modelli di riferimento, ruoli ricoperti nel tempo e l’approccio con cui intende contribuire alla costruzione di un progetto di lungo periodo.
cher ndour: fiducia alla fiorentina e obiettivi di lungo termine
Ndour si sofferma sul ruolo che oggi ricopre e sul rapporto con la società. Il centrocampista sottolinea i motivi della propria motivazione, collegandola anche a un segnale di continuità e responsabilità. In merito alla fiducia ricevuta, la posizione assunta è netta: il progetto a Firenze viene letto come una direzione coerente per il futuro.
Il giocatore evidenzia inoltre la collaborazione con Fabio Grosso, definendo il percorso comune come un’opportunità da seguire con attenzione. L’obiettivo dichiarato è costruire un grande futuro insieme, partendo dalla consapevolezza che l’attuale organico è giovane e orientato alla crescita.
crescita personale e scelte a 16 anni: identità tra culture
Ndour parla della formazione personale derivante da un mix culturale. La crescita in un contesto con radici diverse viene presentata come un elemento utile per prendere decisioni che, a 16 anni, non sarebbero automatiche. Il racconto include il confronto iniziale in famiglia, con la madre che in un primo momento non era entusiasta, poi progressivamente assecondò la scelta.
ruolo in campo e riferimenti tecnici: da attaccante a mezzala
Nel ripercorrere il proprio sviluppo, Ndour descrive un cambiamento tattico importante: all’inizio era attaccante, poi un passaggio in mezzo al campo avviene grazie all’intervento dell’allenatore Giovanni Valenti al Brescia, figura che risulta aver lavorato anche con altri profili di alto livello.
Per i modelli di gioco, l’attenzione viene posta sia sulla mentalità sia sullo stile nel suo ruolo. Ndour indica Cristiano Ronaldo per la mentalità, mentre nel contesto specifico del centrocampo dichiara di aver sempre amato Pogba, definendolo un giocatore di valore.
esperienze giovanili e momenti decisivi: no alla juve e crescita al benfica
scelta di percorso: atalanta e rifiuto della juve
Ndour racconta la scelta di restare all’Atalanta dopo il periodo nel vivaio, indicando che in quel momento trasferirsi in un convitto sarebbe stato difficile e che la decisione veniva percepita come la più adatta. Il racconto include un passaggio legato alla Youth League, con la Juventus affrontata e superata ai rigori contro il Benfica, oltre a un ricordo personale relativo allo Stadium. Il giocatore aggiunge anche il riferimento alla rete contro l’Inter, collegando l’emozione alla rivalità storica tra le tifoserie.
benfica a 16 anni: stimoli, covid e lavoro a distanza
Il centrocampista descrive un punto di carattere: tende a “sedersi” e per questo dichiara di avere bisogno di stimoli. La scelta del Benfica viene motivata anche dal modo in cui la società lavora con i giovani. Ndour sottolinea il supporto dei genitori e ricorda che i primi mesi furono complicati a causa del Covid, con attività svolte tramite videochiamata.
lingue, campionati e maturazione: cosa ha lasciato l’estero
La permanenza all’estero viene descritta come un periodo capace di far crescere la persona e di aumentare la maturità. Nel racconto emergono elementi concreti: Ndour afferma di parlare 4 lingue e di aver giocato in 4 campionati diversi. Il passaggio al ritorno o al radicamento nel contesto italiano viene poi accompagnato dalla valutazione positiva dell’ambiente: per il giocatore la Fiorentina è un club di grande livello, con un centro sportivo definito di altissimo standard e un’attenzione specifica verso i giovani.
scelta nazionale senegal under 20: radici e decisione
Ndour descrive il percorso legato alla nazionale senegalese. L’esperienza dell’Europeo viene definita positiva, associata alla presenza di Alberto Bollini e a un rapporto descritto come speciale. Successivamente arriva la ricerca insistente da parte dell’Under 20 del Senegal, che porta il giocatore a maturare la voglia di partecipare.
Il centrocampista precisa anche la sua identità: nato e cresciuto in Italia, indica come radici principali il contesto italiano, con una percentuale dichiarata del 90%. Due anni fa il viaggio in Senegal viene collegato all’opportunità che si è concretizzata, pur chiarendo che la scelta era già stata effettuata.
perché i giovani fanno fatica a emergere: divario tra primavera e prima squadra
Ndour affronta il tema dell’emersione dei giovani. Il problema viene identificato nel divario tra Primavera e prima squadra, giudicato troppo elevato. Il confronto con l’estero riguarda la presenza delle seconde squadre nei top club: queste permettono di restare in un ambiente di alto livello e sfruttare le opportunità offerte dal percorso.
pregi e difetti: ascolto, consapevolezza e colpo di testa
Tra le qualità personali, il giocatore mette al primo posto la capacità di ascoltare. Sul piano dei punti deboli dichiara di essere consapevole dei propri difetti. Il limite indicato è il colpo di testa: pur essendo alto, sostiene di non sfruttarlo in modo sufficiente.
il voto alla stagione e il cambio di modulo: paura della retrocessione
Ndour assegna un giudizio numerico sulla propria stagione, senza superare il 6-6.5, spiegando che la priorità resta il rendimento complessivo della squadra. Il contesto viene descritto come difficile: il giocatore dichiara di non aver pensato che la squadra non ce l’avrebbe fatta, ma riconosce che la situazione era drammatica, con la formazione forte ma ultimа in classifica. Nel racconto compare poi la svolta legata al cambio di modulo.
La posizione ideale viene infine indicata come mezzala nel 4-3-3, specificando che lato destro o sinistro risulta equivalente.
fabio grosso e la costruzione del futuro: attenzione al lavoro comune
Ndour racconta il rapporto con Fabio Grosso spiegando che non c’è ancora stato un confronto in privato. Il tecnico viene descritto come giovane e ricco di idee propositive. La richiesta principale, dal punto di vista del centrocampista, è seguire l’impostazione e fare bene insieme, tenendo conto della composizione dell’organico: una squadra giovane, orientata a costruire qualcosa di bello a lungo termine.
personaggi citati
- Cher Ndour
- Paratici
- Fabio Grosso
- Giovanni Valenti
- Alberto Bollini
- Cristiano Ronaldo
- Paul Pogba
- Balotelli
