Cesari critica gli arbitri: «Senza decisioni, il Var decide tutto. Volevo seguire le orme di Collina ma...»
Una lettura critica della stagione caratterizzata da polemiche e polemiche arbitrali, dove la tecnologia resta presente ma non evita le ombre legate al carisma, alla gavetta e alla gestione delle regole. L’analisi proposta esamina come le dinamiche di potere e di responsabilità incidano sul rendimento degli arbitri, tra aspettative del pubblico, pressioni delle società e evoluzione delle procedure.
arbitri e stagione di polemiche: analisi di Graziano Cesari
la squadra arbitrale e la coerenza di giudizio
Secondo l’ex direttore, il concetto di squadra arbitrale era una pietra miliare in passato. Oggi emergono cortocircuiti tra chi lavora tra la base e il campo, con valutazioni difformi su episodi simili. La percezione è che la coesione interna non sia più automatica e che questa mancanza di allineamento incida sulle decisioni.
l’influenza del var e l’autonomia degli arbitri
È segnalata una influenza prevalente del VAR sull’atteggiamento degli arbitri in campo, che spesso sembra condizionato dal sistema video. Di conseguenza, l’autonomia decisionale degli ufficiali di gara risulta indebolita, con la sensazione che la possibilità di tornare indietro su una scelta venga meno.
la formazione, la gavetta e la pressione
Si osserva una riduzione della gavetta necessaria per raggiungere il vertice, e contemporaneamente crescono le pressioni di carriera. Le regole si modificano rapidamente, aumentando l’interpretazione richiesta e i condizionamenti esterni. È evidente che sostenere la responsabilità davanti a condizioni di pubblico impatto e stipendi elevati renda difficile mantenere i piedi per terra.
gavetta ed esperienza
L’idea di una traiettoria che premi l’esperienza continua a essere presente, ma non viene sempre rispettata. Il gioco di squadra viene messo a rischio quando la crescita personale non è accompagnata da un rafforzamento della coesione tra i membri della squadra arbitrale.
il ruolo del var e la gestione dell’indipendenza
La presenza del VAR è percepita come dominante, con un impatto su come si prendono le decisioni. L’assenza di trasparenza e la riluttanza a decidere in tempi rapidi alimentano il caos percepito, accentuando la dipendenza dalla sala video.
gli assistenti e l’evoluzione tecnologica
Gli assistenti sono stati depotenziati rispetto al passato, quando fornivano segnali molto precisi e sottile supporto decisionale. Ora appaiono meno presenti e più anonimi, al punto che si discute di integrazione di strumenti di intelligenza artificiale per i guardalinee.
confusione sulle regole e semplificazione
Le regole relative al fallo di mano e al fuorigioco sono percepite come complesse da decifrare per i tifosi comuni. L’auspicio è una semplicità normativa che renda chiaro quando sia rigore o meno, evitando scenari in cui un assistente corre dietro all’azione con la bandierina alzata in modo discutibile.
il var a chiamata e l’accessibilità delle decisioni
Il modello ideale prevede una disponibilità immediata del VAR per le squadre, riducendo tempi e incertezze. Una maggiore trasparenza e una gestione meno incerta potrebbero limitare il caos in campo.
ex calciatori al VAR e valore dell’esperienza
L’inserimento di figure con esperienza da calciatore può offrire un contributo decisivo in sala video, ma resta la necessità che gli arbitri mantengano una propria responsabilità decisionale autonoma, evitando dipendenze eccessive dal sistema video.
il caos politico nell’aia e l’esigenza di simboli
Il contesto istituzionale e politico interno all’associazione sembra influenzare il rendimento. Situazioni di stabilità e presence di simboli di leadership diventano elementi utili per favorire una maggiore serenità nella valutazione delle decisioni.
il modello di riferimento: Collina
Il riferimento principale resta una figura che ha incarnato equilibrio e autorevolezza. L’obiettivo dichiarato è di avvicinarsi a quel modello di leadership, anche se il tentativo di imitazione non ha incontrato lo stesso esito.
nominativi citati
- Graziano cesari
- Pierluigi collina
