Caso Malagò, la Procura Figc punta all'archiviazione: Chinè chiede lo stop sull'inchiesta

• Pubblicato il • 3 min
Caso Malagò, la Procura Figc punta all'archiviazione: Chinè chiede lo stop sull'inchiesta

L’indagine sul tesseramento di Giovanni Malagò sembra avviarsi verso la conclusione con una richiesta formale di archiviazione. Al centro del procedimento figurano i presunti vizi formali legati alla candidatura del presidente ai vertici del calcio italiano e l’interpretazione delle norme contenute nello Statuto federale.

Giovanni Malagò, verso l’archiviazione dell’indagine FIGC

Il fascicolo è stato aperto dalla Procura Federale della FIGC per esaminare la posizione di Giovanni Malagò in relazione ai requisiti previsti per la candidatura alla presidenza. Secondo quanto emerso, il procuratore federale capo Giuseppe Chinè si prepara a inviare alla Procura Generale dello Sport presso il CONI la richiesta ufficiale di archiviazione.

Il procedimento è nato dagli esposti presentati più volte da Renato Miele. Le iniziative erano già state valutate dagli organi della giustizia sportiva, che ne avevano dichiarato l’inammissibilità.

Il requisito del tesseramento nello Statuto federale

La valutazione della Procura FIGC si fonda su un’interpretazione puntuale delle disposizioni statutarie. La formula relativa all’essere in regola con il tesseramento non sarebbe da intendere come l’obbligo di possedere una tessera federale già al momento della presentazione della candidatura.

La norma riguarderebbe invece il rispetto delle regole, dei parametri e dei requisiti etico-sportivi stabiliti dalla Federazione per chi risulta già tesserato. Secondo questa lettura, l’assenza del tesseramento al momento della candidatura non costituirebbe automaticamente una causa di irregolarità.

I precedenti di Abete e Gravina

L’orientamento interpretativo richiamato nel procedimento trova riscontro in precedenti candidature alla guida della Federcalcio. Giancarlo Abete e Gabriele Gravina, come Malagò, non risultavano in possesso del tesseramento quando si candidarono alla presidenza.

La posizione assunta dalla Procura Federale si inserisce quindi in un indirizzo già seguito dalla giustizia sportiva italiana, basato sulla distinzione tra i requisiti richiesti per la candidatura e gli obblighi applicabili ai soggetti già tesserati.

Il ruolo della Procura Generale dello Sport presso il CONI

La richiesta predisposta da Giuseppe Chinè dovrà essere trasmessa alla Procura Generale dello Sport presso il CONI, alla quale spetta l’esame della proposta di archiviazione. Un precedente analogo risale a tre anni fa, quando il Procuratore Generale dello Sport Ugo Taucer sostenne la stessa interpretazione in un procedimento riguardante un consigliere regionale.

L’anno successivo il medesimo principio fu applicato anche per chiudere definitivamente l’esposto presentato contro Gabriele Gravina. La nuova proposta potrebbe quindi definire la controversia relativa alla regolarità dell’elezione di Giovanni Malagò.

Le personalità coinvolte nella vicenda

La procedura richiama diverse figure istituzionali e sportive legate all’interpretazione dei requisiti federali e agli esposti esaminati dagli organi competenti.

  • Giovanni Malagò, presidente al centro dell’indagine sul tesseramento.
  • Giuseppe Chinè, capo della Procura Federale della FIGC.
  • Renato Miele, autore degli esposti che hanno originato il procedimento.
  • Giancarlo Abete, precedente candidato alla presidenza della Federcalcio.
  • Gabriele Gravina, coinvolto in un precedente esposto e indicato tra i predecessori di Malagò.
  • Ugo Taucer, Procuratore Generale dello Sport presso il CONI.
Malago FIGC
Categorie: Calcio

Per te