Casarin: «Gli arbitri? Meno polemiche. I calciatori a volte esasperano il gioco approfittando delle loro difficoltà»
Il tema centrale riguarda l’equilibrio tra rigore e dialogo nel calcio contemporaneo, con particolare attenzione al ruolo degli arbitri e all’uso della tecnologia video. una riflessione che punta a rendere le valutazioni di campo più trasparenti, coerenti e attente alle dinamiche del gioco, evitando derive di potere e di formalismo.
arbitraggio umano e dialogo
In questa cornice, abbassare i toni emerge come condizione essenziale di un percorso condiviso tra calciatori, dirigenti e arbitri. è necessario che ogni componente cooperi in modo costruttivo, tenendo a bada la tentazione di imitare comportamenti fuorvianti. la trasparenza delle decisioni e la responsabilità collettiva sono elementi chiave per restituire fiducia al pubblico e agli atleti. In questo contesto, l’arbitro centrale rimane il punto di riferimento per la lettura del campo e per la gestione delle situazioni complesse, con la possibilità di intervenire attraverso il dialogo quando è utile chiarire l’azione in corso.
ridurre i toni e le simulazioni
È necessario che i giocatori non adottino comportamenti ingannevoli, poiché le simulazioni incidono sulla regolarità della gara e possono portare a decisioni pendenti. evitare la furbizia aiuta a mantenere la partita entro binari di correttezza e a preservare la funzione sociale del calcio. Ogni attore ha una funzione diversa, ma tutti devono andare nella stessa direzione.
dialogo come strumento di comprensione
Il dialogo tra l’arbitro e i protagonisti dell’incontro è considerato fondamentale. Un confronto aperto può facilitare la comprensione reciproca e ridurre la distanza tra campo e pubblico. In questi canali di comunicazione risiede spesso la chiave per gestire al meglio situazioni delicate, senza ricorrere a interventi drastici.
il var al servizio dell'arbitro
Il VAR è stato introdotto per correggere errori gravi e offrire un supporto all’arbitro, non per sostituirlo. Deve essere al servizio della valutazione in campo, intervenendo quando ci sono dubbi oggettivi o errori evidenti, e non trasformarsi in un gruppo di ricerca continua di incongruenze. In partite chiave, come alcune circostanze di gioco, ha dimostrato la sua funzione correttiva senza compromettere l’equilibrio dell’incontro.
funzione e limiti del var
Il sistema deve intervenire soprattutto in caso di errori grossolani o di situazioni negative per la linearità della gara. Il principio è intervenire con discrezione, mantenendo l’arbitro al centro della decisione, soprattutto quando la giusta percezione del campo è fondamentale per l’esito di un’azione.
interventi mirati in caso di errori gravi
In presenza di episodi particolarmente complessi, il VAR può fugare dubbi concreti, ma resta fondamentale che l’intervento sia misurato e orientato a ristabilire l’esatta interpretazione dell’azione, evitando eccessi che possano alterare l’andamento della gara.
fuorigioco e innovazione luminosa
la tecnologia della luce per distinguere posizioni
Il fuorigioco con la nuova tecnologia della luce punta a definire con maggiore precisione la posizione di due giocatori coinvolti nell’azione. si tratta, soprattutto, di una questione di centimetri e di una distinzione tra persone distinte sul campo, dove l’inquadramento visivo diventa uno strumento affidabile per riconoscere la posizione reale.
figure chiave legate all'arbitraggio
Nel dibattito sull’arbitraggio emergono figure di riferimento che hanno contribuito a delineare un approccio più equilibrato tra campo e tecnologia.
- Paolo Casarin
- Zbigniew Boniek (noto anche come Zibì)
- Gaetano Scirea
Queste presenze rappresentano diverse sfaccettature del mondo del calcio: dall’interpretazione normativa alla gestione delle dinamiche di spogliatoio, fino all’apporto di una mentalità sportiva basata sul dialogo e sull’etica del gioco.
