Carburanti sostenibili in F1: la rivoluzione che cambierà i valori in pista 2026
Il regolamento tecnico 2026 introduce una svolta sostanziale nel panorama della Formula 1, ponendo al centro dei lavori la questione dei carburanti. Si tratta di una trasformazione senza precedenti, con le nuove power unit alimentate da prodotti derivati da feedstock sostenibili avanzati. Un cambiamento che, pur restando in gran parte invisibile al pubblico, comporta sfide tecnologiche complesse per le aziende coinvolte e può influire sui parametri di gara.
carburanti sostenibili e regolamento tecnico 2026
La direzione normativa riscrive i confini della produzione dei carburanti: non si utilizzano più risorse fossili tradizionali, ma materie prime che hanno origine da processi sostenibili e di segunda generazione. Il principio guida è che il carburante del 2026 sia realizzato partendo da feedstock definiti advanced sustainable, eliminando l’uso di nuove estrazioni di petrolio e puntando su materie prime residuali. Il risultato è una filiera che deve contenere emissioni al minimo, partendo dal rispetto di criteri che coinvolgono l’intera catena produttiva e non solo il prodotto finito. Questo determina una rilettura completa delle pratiche di sviluppo, dalle scelte di input ai processi di trasformazione e alle specifiche richieste dalla power unit.
feedstock e requisiti regolamentari
Il quadro regolamentare consente selezioni ampie ma rigorose: possono essere impiegati residui provenienti dall’industria agricola e alimentare, rifiuti municipali o plastiche riciclate, purché non generino nuove emissioni e non provengano da coltivazioni dedicate. Per i materiali biologici, l’approvvigionamento deve essere di seconda generazione e non deve implicare colture destinate esclusivamente al carburante. Inoltre, i processi di lavorazione richiedono livelli di emissione controllati e favoriscono l’impiego di energia da fonti rinnovabili. Il percorso tecnico punta quindi a ottenere molecole chiave con il minimo dispendio energetico, valorizzando tecniche e materiali che rispondano a criteri di efficienza e sostenibilità.
sviluppo e processo di produzione
La definizione del prodotto finale passa per una riqualificazione della catena di approvvigionamento e delle competenze necessarie: oltre ai chimici, sono richiesti profili specializzati in supply chain, trading e certificazione per garantire la tracciabilità e la conformità. L’attenzione si sposta dall’unica performance di laboratorio alla gestione olistica della filiera, con l’obiettivo di selezionare feedstock idonei e di stabilire i processi che permettano di ottenere le molecole desiderate nel modo meno energivoro possibile. In questa fase si valutano anche i vincoli derivanti dall’uso di energia rinnovabile e dai parametri regolamentari che incidono sul mix di input e sulle condizioni di produzione.
integrazione con la power unit e test
La conversione verso carburanti sostenibili richiede un allineamento stretto con la power unit: si procede come se si cucisse un abito su misura, misurando requisiti e limiti imposti dalla nuova formula. Le soluzioni scelte per le concentrazioni di componenti determinano le caratteristiche del carburante, tra cui indice di ottano, densità e potere calorifico, con la possibilità di proporre alternative se emergono vantaggi evidenti. La fase di test è cruciale: i modelli verificano ipotesi, ma i banchi di prova e le verifiche reali rimangono decisivi. Le prime valutazioni si concentrano su come i nuovi carburanti si comporteranno durante test concreti, con una gestione delle risorse per ottimizzare tempo e risultati.
ruolo di fia e prospettive future
La Federazione Internazionale valuta come i carburanti innovativi possano influire non solo in pista, ma potenzialmente anche su mobilità ordinarie future. In un’ottica di laboratorio dinamico, la Formula 1 funge da polo sperimentale in grado di trasferire conoscenze e tecnologie al settore automotive. Se i test della pista regaleranno risposte positive, sarà possibile ipotizzare una diffusione maggiore di questa tecnologia, sempre nel contesto di un catalizzatore di sviluppo e senza necessità di interventi strutturali pesanti sui motori esistenti. Il percorso è ancora embrionale, ma presenta margini concreti per una diffusione controllata in tempi definibili.
In questa gestione del progetto, l’interazione tra scuderie, fornitori di carburanti e regolatori riveste un ruolo chiave: l’obiettivo comune è avanzare verso soluzioni capaci di coniugare prestazioni e sostenibilità, mantenendo alta la stabilità di restituzione della potenza e la conformità alle norme in vigore.
personaggi citati:
- Valeria Loreti, Technology Manager di Shell Motorsport