Capello ronaldo fenomeno leader negativo: cosa diceva e perché

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Capello ronaldo fenomeno leader negativo: cosa diceva e perché

Fabio Capello riapre il confronto tra stili di gioco, impatto sul gruppo e grandi talenti, raccontando il proprio punto di vista sui calciatori che hanno segnato la storia del calcio. Nel corso di una lunga intervista, l’ex allenatore e oggi opinionista concentra l’attenzione su alcuni nomi considerati esemplari per creatività, capacità di ribaltare le partite e forza trascinante, alternando ricordi diretti e valutazioni precise.

i migliori calciatori della storia secondo fabio capello

Capello descrive i calciatori più iconici attraverso immagini concrete: quando Maradona riceveva la palla, si vedeva qualcosa di unico. Nel suo racconto compaiono anche Pelé e Messi, indicati come tre geni capaci di realizzare giocate che gli altri non osano nemmeno immaginare. Sul tema del “più grande”, l’opinionista non sceglie un solo nome, spiegando che i protagonisti citati sono nati a vent’anni di distanza l’uno dall’altro e che, ogni vent’anni, emerge qualcuno in grado di inventare qualcosa di nuovo nel modo di giocare.

maradona, pelé e messi: l’idea di genio calcistico

Capello richiama un episodio collegato a Pelé. Nel 1976, durante un torneo del Bicentenario con Italia-Inghilterra-Stati Uniti, Pelé era con gli Stati Uniti. Per buona parte del match fece molto poco, ma a dieci minuti dalla fine prese palla e ribaltò l’incontro. Questo esempio viene usato per sostenere l’idea che alcuni campioni riescano a cambiare il volto di una partita nei momenti determinanti.

ronaldo il fenomeno: capello tra qualità e impatto sul gruppo

Il discorso su “Ronaldo il fenomeno” assume una sfumatura particolare: Capello sottolinea la qualità del giocatore, ma lega la propria scelta professionale anche a un elemento di gestione interna. Affermando che, per vincere, avrebbe dovuto prenderlo e poi mandarlo via, descrive Ronaldo come arrivato al Real Madrid infortunato, in una condizione “un po’ mal messa” e, secondo i termini citati, più “gordo”. Il racconto prosegue con un dialogo: Capello chiede quanto pesasse ai mondiali in Giappone, dove Ronaldo aveva vinto. La risposta è indicata nei 84 chili, mentre Capello riferisce che al suo arrivo si arrivava quasi a 94 chili.

il peso reale e la leadership di ronaldo

Oltre alle condizioni fisiche, Capello mette al centro il tema della leadership. Nel racconto, Ronaldo viene definito un leader negativo perché avrebbe portato i compagni a fare baldoria tutte le sere. Di fronte a questo elemento, Capello afferma che la decisione con il presidente del Real fu quella di mandarlo via.

il parere di capello e l’arrivo al milan

Capello aggiunge un passaggio che collega la gestione alla percezione esterna: il presidente chiama Berlusconi, che contatta Capello chiedendo un parere. Capello dice di aver indicato Ronaldo come il giocatore più forte che avesse mai allenato. Il giorno dopo, Capello legge la Gazzetta con la notizia: Ronaldo al Milan. Nel racconto emerge anche che Galliani lo aveva già preso; il contatto di Berlusconi, secondo Capello, sarebbe stato finalizzato a capire che tipo di giocatore fosse.

cruijff e il ruolo dell’ego: capello racconta l’esperienza con la juve

Capello descrive Cruijff come un giocatore di grandissima qualità e molto altruista. Il ricordo personale risale al 1973: Capello racconta la “fortuna e sfortuna” di giocare contro di lui a Belgrado con la Juve, in una finale di Coppa Campioni. Secondo il racconto, la Juve venne dominata.

da calciatore a tecnico: qualità e atteggiamento

Capello riconosce a Cruijff una grande capacità anche da tecnico, definendola “molto brava”. Nel contempo, ne evidenzia un tratto caratteriale: in base a quanto riportato, sarebbe stato un po’ spocchioso e con una superbia che, secondo Capello, accomuna molti olandesi. L’impostazione del racconto mette in luce la difficoltà di comunicare con un interlocutore che, da punto di vista di Capello, tende a essere lui a spiegare cosa va fatto.

seedorf e l’esempio della “direzione” nel campo

Capello riporta un esempio legato alla scelta di acquistare Seedorf. Seedorf, indicato come con 19 anni, viene portato da Samp a Real Madrid. Dopo cinque partite, durante un intervallo, Capello dice ai ragazzi di non parlare di ciò che era successo in campo e di concentrarsi sulle indicazioni che avrebbe dato lui. In quella situazione, Seedorf si sarebbe alzato e avrebbe cominciato a spiegare come muovere la squadra e cosa fare. A quel punto, Capello racconta di essersi alzato, di essersi tolto la giacca e di aver detto che c’era un nuovo allenatore. Nel racconto compare anche un riferimento esplicito alla sostituzione: non sarebbe stato Van Basten, ma la dinamica descritta da Capello.

van basten e la gestione tecnica: la valutazione di capello

Nel quadro delle differenze tra personalità e ruoli, Capello chiude il confronto con un’osservazione su Van Basten. Nel racconto, viene indicato come un profilo molto serio, attento e educato. La contrapposizione con quanto descritto in precedenza serve a evidenziare come Capello distingua l’approccio tecnico e relazionale tra i diversi protagonisti citati.

Personaggi citati:

  • Fabio Capello
  • Maradona
  • Pelé
  • Messi
  • Ronaldo
  • Berlusconi
  • Galliani
  • Cruijff
  • Seedorf
  • Van Basten
Capello ex allenatore
Categorie: Calcio

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