Caos nelle qualifiche F1: piloti senza piena potenza per un avviso ignorato sul PC, la FIA si scusa
Un errore nella gestione della modalità sorpasso ha influenzato la prima sessione delle qualifiche Sprint, modificando le condizioni con cui i piloti hanno affrontato la lotta per l’ordine di partenza. La FIA ha ricostruito l’accaduto, spiegando perché il sistema non sia stato riattivato subito e perché la successiva attivazione temporanea abbia portato a una nuova disattivazione.
Qualifiche Sprint e modalità sorpasso: cosa è successo in SQ1
Le qualifiche per stabilire la griglia della Sprint erano state interrotte in SQ1 dopo l’incidente di Sergio Perez. Alla ripresa della sessione, la modalità sorpasso non è stata riattivata inizialmente dalla FIA. Il sistema consente di utilizzare una quantità maggiore di energia elettrica sul giro secco e incide sul deployment sia lungo i rettilinei sia nelle uscite di curva.
La centralina deve infatti modificare la distribuzione dell’energia durante l’intera tornata. In seguito a un errore umano, la modalità è rimasta disattivata, prima di essere riaccesa per appena 27 secondi e poi nuovamente spenta fino alla conclusione della SQ1.
I piloti hanno percepito immediatamente una mancanza di potenza. Chi è stato eliminato nella prima fase ha ritenuto di essere stato penalizzato da una condizione anomala. Alcune squadre hanno valutato la possibilità di presentare una protesta o di chiedere lo svolgimento della Q2 con tutte le 22 vetture, come se la sessione dovesse ripartire da capo.
FIA e modalità sorpasso: le ragioni dell’errore
Alla fine non è stata presentata alcuna protesta, anche perché il problema ha riguardato l’intero gruppo, sebbene con conseguenze differenti. Le difficoltà non hanno coinvolto soltanto le squadre nelle posizioni arretrate, ma anche piloti di vertice come Andrea Kimi Antonelli e Charles Leclerc.
Secondo Nikolas Tombazis, in direzione gara si verificano molte attività contemporaneamente. La modalità sorpasso viene riattivata solo quando sono rispettate determinate condizioni di sicurezza, ragione per cui il procedimento non è stato completamente automatizzato. Una logica simile veniva applicata anche alla gestione del DRS.
In presenza di pioggia devono essere considerate specifiche mappature, mentre sull’asciutto è necessario verificare diversi parametri relativi alla sicurezza della pista, soprattutto dopo una neutralizzazione. Per questa ragione la riattivazione rimane un’operazione manuale, eseguita soltanto dopo aver accertato che le condizioni consentano un utilizzo sicuro del sistema.
In questa circostanza, sul computer di uno degli addetti è comparsa una finestra pop-up alla quale non è stata data risposta abbastanza rapidamente. La pressione del tempo e la concitazione del momento hanno fatto sì che la procedura venisse dimenticata.
Ordine di partenza Sprint: l’impatto sui risultati
La direzione gara ha potuto analizzare rapidamente i team radio, nei quali i piloti segnalavano anomalie nel deployment. Il problema consisteva nell’individuare l’origine della perdita di potenza, poiché durante la stagione la riattivazione della modalità sorpasso non aveva creato difficoltà, nemmeno dopo una bandiera rossa.
Il caso è stato distinto da quello verificatosi a Sepang, attribuito a un malfunzionamento del software. In questa occasione la causa è stata individuata in un errore umano. La FIA ha avviato un’analisi per verificare l’eventuale presenza di ulteriori problemi e ha confermato rapidamente la fonte dell’anomalia.
La scelta di riattivare il sistema per 27 secondi è stata successivamente considerata non corretta sotto il profilo dell’equità. Poiché la modalità non era disponibile per tutti nello stesso modo durante quella finestra, la FIA ha deciso di disattivarla nuovamente per l’intera sessione.
Tombazis ha riconosciuto che l’episodio potrebbe aver inciso sull’ordine finale, dato che l’effetto della modalità sorpasso varia in base al modo in cui ciascun pilota gestisce l’energia durante il giro. La disattivazione era uguale per tutti, ma le conseguenze non lo sono state. La FIA ha quindi ammesso che il problema ha condizionato alcuni piloti più di altri e ha interferito con i risultati della prima sessione Sprint.
FIA e sicurezza: come prevenire nuovi errori
La priorità dell’organo di governo resta garantire sicurezza ed equità. Un risultato alterato da una procedura non correttamente eseguita rappresenta un problema rilevante, soprattutto in una competizione nella quale ogni dettaglio può incidere sull’ordine di partenza.
L’analisi avviata dalla FIA dovrà individuare strumenti capaci di impedire il ripetersi dell’episodio. Tra le possibili soluzioni rientrano avvisi aggiuntivi al momento della ripresa di una sessione e controlli più efficaci sulle procedure manuali. L’obiettivo dichiarato è comprendere l’errore, correggere il processo e ridurre il rischio che una situazione simile possa compromettere nuovamente un risultato.
Le personalità coinvolte nella gestione della modalità sorpasso
La vicenda ha coinvolto diversi piloti e il responsabile FIA che ha illustrato le cause dell’accaduto.
- Sergio Perez, il cui incidente ha causato l’interruzione della SQ1.
- Charles Leclerc, tra i piloti dei team di vertice penalizzati dalle condizioni anomale.
- Andrea Kimi Antonelli, coinvolto negli effetti della mancata disponibilità della modalità sorpasso.
- Nikolas Tombazis, esponente della FIA che ha spiegato l’origine dell’errore e le verifiche avviate.
- Carlos Sainz, presente nel contesto delle qualifiche Sprint interessate dall’episodio.
