Cantù non è una big, ma con il sostegno del pubblico può sorprendere tutti

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Cantù non è una big, ma con il sostegno del pubblico può sorprendere tutti

Alla vigilia dell’esordio in campionato contro Venezia, il presidente di Cantù Roberto Allievi ha delineato le ambizioni del club, il valore del rapporto con il territorio e il percorso scelto per accompagnare la squadra verso una nuova stagione. Il progetto biancoblù si confronta con avversarie dalla maggiore disponibilità e punta sulla solidità dell’ambiente, sull’esperienza tecnica e sulla crescita dei giovani.

Cantù e gli obiettivi per la nuova stagione

Roberto Allievi riconosce che Cantù non parte tra le squadre favorite per il successo finale. Nel gruppo delle principali candidate figurano Olimpia Milano, Virtus Bologna e Reyer Venezia Mestre, formazioni considerate colossi del campionato.

La società conserva comunque l’ambizione di costruire risultati significativi, anche attraverso una vittoria contro una delle grandi del torneo davanti al proprio pubblico. A sostenere l’entusiasmo dell’ambiente contribuiscono due ricorrenze particolari: il novantesimo anniversario di Acqua San Bernardo Cantù, sponsor principale della squadra, e l’inaugurazione della nuova Arena, prevista tra pochi mesi.

Il legame tra Cantù e il territorio

Il rapporto con la realtà locale rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. Cantù può contare su 130 sponsor, in prevalenza imprenditori appartenenti allo stesso territorio. Il sostegno economico si accompagna a una partecipazione più ampia, legata alla condivisione della filosofia societaria, del modo di interpretare lo sport e delle politiche dedicate alla formazione.

La società considera questa adesione come un coinvolgimento autentico e appassionato. La determinazione mostrata nel tempo consente al club di competere ad alti livelli nonostante le dimensioni della città e il confronto con le principali formazioni italiane. Una storia lunga quasi un secolo viene vissuta come un patrimonio da preservare e alimentare con continuità.

La squadra rinnovata e il ruolo di Semaj Christon

Il gruppo è stato profondamente modificato e la preparazione estiva ha evidenziato alcune difficoltà, anche a causa dei risultati negativi ottenuti nelle amichevoli. Il lavoro dell’allenatore Francesco Vitucci viene seguito con fiducia, mentre la guida tecnica in campo è affidata alla leadership di Semaj Christon.

Il playmaker avrà la responsabilità di organizzare il gioco, gestire le scelte decisive e dare equilibrio alla squadra. La sua esperienza viene ritenuta indispensabile per affrontare una stagione nella quale l’obiettivo prioritario è raggiungere una salvezza senza eccessive sofferenze.

Cantù e la crescita dei giovani

La formazione dei ragazzi resta una componente irrinunciabile dell’identità societaria. Tra i prospetti più interessanti figura Simone Ventura, prodotto del settore giovanile, che ha compiuto 17 anni ed è considerato un talento di rilievo.

Il percorso previsto per il giovane giocatore dovrà svilupparsi senza accelerazioni forzate. La crescita graduale, attraverso tappe successive, rispecchia il modello con cui Cantù interpreta il basket e conferma la volontà di investire con continuità nella formazione interna.

Le personalità al centro del progetto Cantù

Le scelte sportive e societarie ruotano attorno a figure con responsabilità differenti: la presidenza, la guida tecnica, la leadership in campo e il percorso dei giovani talenti costituiscono i principali riferimenti della squadra.

  • Roberto Allievi, presidente di Cantù
  • Francesco Vitucci, allenatore
  • Semaj Christon, leader della squadra
  • Simone Ventura, giovane prospetto del settore giovanile
Pallacanestro Cantù aumento capitale
Categorie: Basket

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