Calipari, Izzo e Pitino denunciano la vergogna della NCAA nel college basketball

Giampiero Colossi • Pubblicato il 01/01/2026 • 3 min

Negli ultimi giorni il tema del reclutamento NCAA ha assunto una centralità sempre maggiore nel panorama del college basketball, con diverse atenei interessate a talenti provenienti da percorsi professionistici. L’attenzione si è spostata su giocatori come Trentyn Flowers, due‑way dei Chicago Bulls, e sull’ingresso di James Nnaji a Baylor, segnali concreti di una dinamica che vede la strada universitaria intrecciarsi sempre di più con esperienze in G League ed Ere Europee. Il quadro descrive un contesto in evoluzione, in cui le scelte formative e le opportunità familiari sono influenzate da realtà professionistiche che hanno alle spalle numerose stagioni agonistiche.

reclutamento ncaa: dinamiche e contesto

La situazione corrente mostra un interesse crescente da parte di programmi universitari per talenti maturati in contesti pro‑sportivi, inclusi palcoscenici NBA o internazionali. Questa tendenza riduce la distanza tra grandissime competizioni e la pallacanestro universitaria, interessando tempi di ingresso, percorsi formativi e le opportunità di sviluppo offerte agli atleti giovani e alle loro famiglie.

opinion dei tecnici di college basketball

calipari

John Calipari mette in discussione l’impatto di queste dinamiche sui giocatori americani di 17 e 18 anni e sulle loro famiglie. Evidenzia le opportunità intrinseche al percorso universitario e la soddisfazione di vedere crescere i giovani, ma denuncia la mancanza di regole chiare e il rischio di percorsi difficilmente verificabili, chiedendo chi possa controllare età e provenienze e sostenendo che non dovrebbero mancare controlli adeguati.

izzo

Tom Izzo esprime forte preoccupazione per l’eventualità di impiegare giocatori già selezionati in NBA, accusando la situazione di essere dannosa per la NCAA e per gli allenatori. Sottolinea che la responsabilità ricade sull’organizzazione centrale e sui comitati decisionali, auspicando una leadership pronta ad affrontare decisioni impopolari per tutelare i ragazzi e il proprio programma.

pitino

Rick Pitino, operando attraverso canali alternativi, osserva come lo scenario odierno si allontani dal basket universitario tradizionale, avvicinandosi a dinamiche di tipo professionistico con budget in linea con la Eurolega. Evidenzia che la G League, a livello salariale, è molto al di sotto del basket universitario e che anche i contratti two‑way risultano inferiori, sostenendo che il gioco in cui ha operato per oltre quattro decenni non esiste più come in passato.

In parallelo, Charlie Baker, presidente della NCAA, ha dichiarato che i giocatori con esperienza NBA non otterranno l’autorizzazione a competere in un College, annunciando un primo passo verso una regolamentazione più chiara del sistema.

Questa realtà suggerisce la necessità di una riflessione sulle politiche di reclutamento e sul bilanciamento tra opportunità di sviluppo e protezione degli atleti giovani.

Nella discussione emergono figure chiave che hanno modellato il dibattito e che meritano una menzione esplicita:

  • John Calipari
  • Tom Izzo
  • Rick Pitino
  • Charlie Baker

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