Calhanoglu: «Mi piace lottare per la squadra, sono cresciuto molto in fase difensiva»

Giampiero Colossi • Pubblicato il 11/01/2026 • 2 min

Nel programma serale distribuito sugli spalti di un San Siro tutto esaurito, l’attenzione è centrata su Hakan Calhanoglu, regista turco e perno del sistema di gioco affidato a Cristian Chivu. Il protagonista ha illustrato il proprio percorso, dal concepire del talento alle scelte tattiche che lo hanno portato a incarnare una delle figure chiave del calcio internazionale nel ruolo di centrocampista.

calhanoglu: crescita difensiva, tiro di precisione e leadership a centrocampo

precisione chirurgica e identità nel tiro dalla distanza

Lo sviluppo del tiro dalla distanza nasce da un lavoro mirato: allenamenti finalizzati a colpire gli angoli e traverse, con una precisione chirurgica che ha definito una delle armi più temute. L’ispirazione arriva dalle radici familiari e dalle sfide giocate tra amici, che hanno forgiato la capacità di controllare la traiettoria e la potenza del tiro.

una crescita difensiva che cambia la mediana

La crescita nella fase difensiva rappresenta una componente centrale dell’evoluzione: duelli sweat e la passione per lottare per la squadra hanno contribuito a trasformare il giocatore in un leader silenzioso della mediana. Abilità nel recuperare palloni e nell’innescare subito la transizione offensiva hanno ampliato l’impatto anche in fase di non possesso.

confronto tra compagni: scelta tra doti offensive

In risposta a una domanda sul valore da togliere ai compagni, Calhanoglu sorride e indica due riferimenti: la velocità di Marcus Thuram e il colpo di testa di Bisseck, due qualità che affiderebbe ai compagni come esempi di efficacia in campo.

personaggi menzionati:

  • Hakan Calhanoglu
  • Cristian Chivu
  • Marcus Thuram
  • Bisseck
  • Antonio Conte
Hakan Calhanoglu
Categorie: CalcioSerie A

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