Calhanoglu: «Mi piace lottare per la squadra, sono cresciuto molto in fase difensiva»
Nel programma serale distribuito sugli spalti di un San Siro tutto esaurito, l’attenzione è centrata su Hakan Calhanoglu, regista turco e perno del sistema di gioco affidato a Cristian Chivu. Il protagonista ha illustrato il proprio percorso, dal concepire del talento alle scelte tattiche che lo hanno portato a incarnare una delle figure chiave del calcio internazionale nel ruolo di centrocampista.
calhanoglu: crescita difensiva, tiro di precisione e leadership a centrocampo
precisione chirurgica e identità nel tiro dalla distanza
Lo sviluppo del tiro dalla distanza nasce da un lavoro mirato: allenamenti finalizzati a colpire gli angoli e traverse, con una precisione chirurgica che ha definito una delle armi più temute. L’ispirazione arriva dalle radici familiari e dalle sfide giocate tra amici, che hanno forgiato la capacità di controllare la traiettoria e la potenza del tiro.
una crescita difensiva che cambia la mediana
La crescita nella fase difensiva rappresenta una componente centrale dell’evoluzione: duelli sweat e la passione per lottare per la squadra hanno contribuito a trasformare il giocatore in un leader silenzioso della mediana. Abilità nel recuperare palloni e nell’innescare subito la transizione offensiva hanno ampliato l’impatto anche in fase di non possesso.
confronto tra compagni: scelta tra doti offensive
In risposta a una domanda sul valore da togliere ai compagni, Calhanoglu sorride e indica due riferimenti: la velocità di Marcus Thuram e il colpo di testa di Bisseck, due qualità che affiderebbe ai compagni come esempi di efficacia in campo.
personaggi menzionati:
- Hakan Calhanoglu
- Cristian Chivu
- Marcus Thuram
- Bisseck
- Antonio Conte
