Buonfiglio spiega pressioni per commissionare la figc e cosa dirà al prossimo presidente federale

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Buonfiglio spiega pressioni per commissionare la figc e cosa dirà al prossimo presidente federale

Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha chiarito i temi al centro del dibattito legato alla FIGC e ha spiegato perché l’ipotesi di un eventuale commissariamento non può essere portata avanti senza condizioni di legittimazione. Nel corso dell’evento “Il Foglio a San Siro”, Buonfiglio ha affrontato anche il rapporto tra sport e politica, ribadendo il ruolo del CONI come riferimento di garanzia e di equilibrio nel sistema sportivo italiano. Le dichiarazioni si sono poi concentrate sulla necessità che la federazione lavori con impegno per far crescere il calcio, evitando ricadute negative sui più giovani.

commissariamento FIGC: pressioni e condizioni di legittimazione

Buonfiglio ha raccontato di aver ricevuto diverse pressioni affinché si procedesse con il commissariamento della Federcalcio. Il punto decisivo, però, riguarda i presupposti formali: senza legittimazione, il CONI non intende intervenire. La posizione espressa è netta e collegata al perimetro delle competenze dell’ente, con l’obiettivo di tutelare la corretta gestione della federazione.

prossimo presidente FIGC: scelta autonoma e programma condiviso

Nel merito della successione alla guida federale, Buonfiglio ha dichiarato di tifare affinché le componenti della federazione riescano a eleggere il presidente. Al tempo stesso ha indicato un criterio essenziale: il presidente deve avere una squadra e un programma condiviso e realizzabile. La selezione, secondo quanto riportato, non può ridursi a preferenze personali tra candidati.

È stato sottolineato inoltre che “tifare” per uno dei due candidati rappresenterebbe l’errore più grande che potrebbe essere commesso. In parallelo, Buonfiglio ha ricordato che il CONI svolge una funzione di garanzia, con monitoraggio e auspicio, e che, quando viene consultato, è chiamato a rispondere secondo il proprio ruolo.

rapporto tra CONI e politica: equilibrio e scelte giuste

Un passaggio significativo delle dichiarazioni riguarda la relazione tra CONI e mondo politico. Buonfiglio ha richiamato la dimensione del CONI come rappresentante di oltre 115mila società e come presenza con impatto economico, sociale e sportivo. Da qui l’esigenza di mantenere un giusto equilibrio e di essere rispettati.

Secondo le parole riportate, la presenza sul territorio deve consentire alla politica di fare scelte giuste. In questo quadro, il CONI deve continuare a svolgere bene il proprio ruolo, assicurando coerenza e finalità orientate al sistema sportivo.

FIGC e crescita del calcio: dedizione, modelli positivi e attenzione ai giovani

Buonfiglio ha descritto la FIGC come un contesto molto complesso e ha invitato a lavorare con continuità, sottolineando il valore delle emozioni legate alla vittoria di un Mondiale. Ha espresso l’auspicio che chi prenderà in mano la federazione inizi un percorso concreto: il cambiamento, secondo quanto indicato, non avviene da un giorno all’altro, ma può maturare nel corso di 4/5/6 anni.

Nel delineare l’ecosistema del calcio, Buonfiglio ha richiamato il ruolo di leghe, tecnici e arbitri, insieme a migliaia di club che rappresentano la base. Tra gli elementi necessari ha evidenziato anche la costruzione di modelli da imitare. Un riferimento specifico è stato rivolto ai più giovani: quando bambini di 7-8 anni imitano esempi negativi, il danno, secondo le sue parole, è reale e si riflette sullo sviluppo.

messaggio finale sulle priorità per la FIGC

La richiesta centrale resta l’impegno a far crescere il calcio attraverso una direzione condivisa, una squadra adeguata e una gestione coerente dell’intero sistema. La cornice di garanzia attribuita al CONI si lega alla necessità di monitorare e intervenire solo quando sussistono condizioni di legittimazione, preservando l’equilibrio con le dinamiche esterne.

Luciano Buonfiglio
Categorie: Calcio

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