Brie bella chiarisce la sua posizione su sydney sweeney
Brie Bella ha chiarito la propria posizione sul controverso spot con Sydney Sweeney, precisando che le sue critiche non riguardano l’attrice, il prodotto pubblicizzato o la possibilità che la campagna circoli sui social media. La perplessità è nata quando il filmato è stato trasmesso durante una partita seguita in casa insieme alla famiglia, permettendo anche al figlio di sei anni di vederlo.
Brie Bella critica lo spot trasmesso durante lo sport
Brie aveva già notato che lo spot era diventato virale online, ma pensava si trattasse esclusivamente di una campagna destinata ai social network. La situazione è cambiata quando il marito Bryan Danielson lo ha visto comparire durante una partita. In quel momento, anche il loro figlio era davanti alla televisione.
Secondo Brie, la differenza principale riguarda il contesto di trasmissione. Sui social, ogni persona può scegliere autonomamente i contenuti da guardare. Una partita sportiva trasmessa in televisione, invece, viene spesso seguita da intere famiglie, compresi bambini che possono rimanere concentrati anche durante gli intervalli pubblicitari.
Il problema per Brie Bella è il pubblico familiare
Brie ha spiegato che lei e Bryan prestano grande attenzione ai programmi televisivi destinati ai figli. In alcuni casi rimandano persino la visione di un contenuto per poter saltare gli spot, soprattutto quando vengono trasmesse immagini di film horror capaci di spaventare i bambini.
La presenza di Sydney Sweeney nello spot, mostrata mentre copriva il seno con palloni da football e si trovava a cavalcioni su un canestro da basket, ha quindi suscitato la sua reazione. La preoccupazione è legata all’immagine rimasta impressa nella mente del figlio e alla possibilità che altri bambini abbiano assistito alla stessa scena durante una partita.
Brie ha anche espresso sollievo per il fatto che la figlia Birdie non fosse nella stanza. A suo giudizio, lo spot avrebbe dovuto essere accompagnato almeno da un’avvertenza per i genitori, considerando l’orario e il contesto sportivo della trasmissione.
Sydney Sweeney non viene ritenuta responsabile
Brie Bella ha sottolineato più volte di non voler attribuire la responsabilità a Sydney Sweeney. L’attrice, secondo la sua valutazione, è stata pagata per svolgere un lavoro. La critica è rivolta piuttosto alla decisione di mandare in onda quel contenuto durante eventi sportivi seguiti dalle famiglie.
Il confronto con il Body Issue di ESPN non è stato considerato appropriato. Brie ha spiegato di aver sempre percepito quelle immagini come una celebrazione della muscolatura e delle capacità degli atleti, non come un contenuto sessuale. Ha distinto questa impostazione dalle campagne che puntano deliberatamente sull’attrazione fisica per promuovere un prodotto.
Pubblicità sportive e rappresentazione delle atlete
Parlando di comunicazione sportiva, Brie avrebbe preferito vedere protagoniste atlete capaci di trasmettere ispirazione. Ha ricordato gli spot con Mia Hamm e Michael Jordan, considerati esempi di pubblicità in grado di coinvolgere il pubblico attraverso lo sport e le prestazioni.
La conduttrice ha inoltre osservato che le atlete intervenute online per criticare la campagna sono state bersagliate da numerosi commenti offensivi. Secondo quanto raccontato, alcuni uomini le hanno accusate di essere gelose o poco attraenti.
Le compagnie di scommesse possono scegliere approcci diversi
Brie ha ricordato di aver collaborato personalmente con DraftKings, sostenendo che anche le società di scommesse possono creare campagne leggere e divertenti senza puntare sullo stesso livello di sessualizzazione. Il prodotto pubblicizzato, quindi, non rappresenta il centro della contestazione.
La sua posizione resta legata alla collocazione dello spot: una campagna sui social, dove i figli non sono presenti, non avrebbe attirato la stessa attenzione. La trasmissione durante partite di MLB o NFL, guardate spesso insieme ai bambini, viene invece considerata inadatta e soggetta a una maggiore responsabilità da parte delle emittenti e degli inserzionisti.
Le personalità citate nella vicenda
- Brie Bella, che ha espresso le critiche sulla messa in onda dello spot.
- Sydney Sweeney, protagonista della pubblicità contestata.
- Bryan Danielson, marito di Brie Bella, che ha visto lo spot durante la partita.
- Nikki Bella, coinvolta nella discussione durante il podcast.
- Mia Hamm, ricordata come esempio di atleta protagonista di campagne sportive ispiratrici.
- Michael Jordan, citato insieme a Mia Hamm per alcuni celebri spot sportivi.

