Bret hart contro goldberg: il rancore non è ancora passato
Bret Hart continua a portare il peso dell’incidente con Goldberg avvenuto durante Starrcade 1999. A distanza di molti anni, l’ex campione canadese ha riconosciuto di non essere riuscito a superare completamente quella vicenda, nonostante il rimorso espresso pubblicamente da Goldberg per il calcio che contribuì ai problemi fisici e alla conclusione della carriera di Hart.
Bret Hart e il rancore per l’incidente con Goldberg
Parlando del rapporto con Goldberg, Bret Hart ha ammesso senza esitazioni di provare ancora risentimento. Alla domanda sulla possibile influenza di un rimorso ritenuto insufficiente, The Hitman ha risposto chiaramente: «Porto rancore».
La sua posizione, secondo quanto spiegato, non dipende soltanto dalle conseguenze dell’infortunio subito sul ring. Hart ha ricordato di aver avuto intenzione di aiutare Goldberg già prima del loro incontro più noto, convinto che il wrestler disponesse delle qualità necessarie per diventare una star ancora più importante.
Bret Hart voleva aiutare Goldberg a migliorare
Hart ha dichiarato che gli piacerebbe poter dire di aver fatto pace con quanto accaduto, ma ha riconosciuto di non essere ancora riuscito a raggiungere quella condizione. Prima dell’incidente aveva accolto con interesse l’opportunità di lavorare con Goldberg, pur conoscendo la sua inesperienza e le critiche ricevute per la sicurezza di alcune prestazioni.
L’obiettivo di Bret Hart era insegnargli a lavorare in modo più sicuro, aiutandolo a comprendere meglio i meccanismi del wrestling professionistico. Il canadese riteneva che Goldberg avesse un grande potenziale, ma pensava che gli mancasse una piena consapevolezza della necessità di proteggere l’avversario durante ogni manovra.
Secondo Hart, Goldberg aveva una concezione troppo letterale della disciplina. Lo ha descritto come una persona convinta che il wrestling fosse reale e che le vittorie ottenute dipendessero esclusivamente dalla sua forza fisica. Per The Hitman, proprio questa mentalità rendeva necessario un intervento formativo da parte di un wrestler più esperto.
Bret Hart spiega il valore della sicurezza nel wrestling
Uno dei punti centrali delle dichiarazioni riguarda il significato della protezione reciproca tra wrestler. Hart ha sottolineato che il wrestling deve apparire molto fisico agli occhi del pubblico, ma resta una performance costruita attraverso movimenti coordinati e procedure pensate per ridurre i rischi.
Secondo l’ex campione, gli atleti non salgono sul ring con l’intenzione di farsi realmente del male. Gli infortuni possono verificarsi, ma il principio fondamentale consiste nel proteggersi a vicenda durante l’esecuzione delle prese e dei colpi. Hart ha definito il wrestling un’arte performativa, distinguendolo da un combattimento reale.
Il canadese ha inoltre affermato di aver cercato di consigliare Goldberg fin dal primo giorno in cui lo aveva incontrato. La decisione nasceva anche dall’aver già assistito a episodi nei quali altri wrestler si erano fatti male lavorando con lui.
Bret Hart ricorda gli infortuni attribuiti a Goldberg
Nel corso delle sue dichiarazioni, Hart ha menzionato alcuni episodi che, secondo la sua ricostruzione, coinvolsero Curt Hennig e Haku. Il canadese ha sostenuto che Goldberg fosse stato protagonista di diverse situazioni pericolose e che alcuni avversari avessero riportato conseguenze molto serie.
Hart ha affermato che Goldberg avrebbe fatto male a Curt Hennig e che avrebbe rischiato di provocare un grave infortunio al collo di Haku. Ha inoltre parlato di cinque o sei wrestler seriamente danneggiati, con conseguenze che, a suo giudizio, avrebbero potuto compromettere le loro carriere.
Tra i ricordi citati, Hart ha descritto la scena di Curt Hennig mentre si trascinava verso lo spogliatoio dopo essersi fatto male durante un incontro con Goldberg. Queste dichiarazioni rappresentano la ricostruzione personale di Hart sugli avvenimenti verificatisi in quel periodo all’interno della WCW.
Bret Hart e il rapporto personale con Goldberg
Nonostante la durezza delle accuse, Hart ha precisato che all’epoca provava simpatia per Goldberg. Proprio questo rapporto positivo lo avrebbe spinto a cercare di aiutarlo, nella convinzione che un wrestler più sicuro avrebbe rappresentato un vantaggio per lo stesso Goldberg e per l’intero ambiente.
Hart pensava che Goldberg potesse diventare una grande star e che avesse bisogno di comprendere che il wrestling non fosse una competizione reale. Il canadese ha sostenuto di aver tentato di insegnargli come lavorare meglio sul ring, pur arrivando a definirlo troppo poco ricettivo per comprendere pienamente quei consigli.
Il risentimento rimasto nel tempo, quindi, non è legato soltanto all’infortunio di Starrcade 1999. Dal punto di vista di Hart, pesa anche la convinzione di aver cercato in precedenza di prevenire determinati problemi, spiegando a Goldberg come proteggere sé stesso e i propri avversari.
Bret Hart e Goldberg, una frattura ancora aperta
Goldberg ha già espresso pubblicamente il proprio rimorso per quanto accaduto, ma le parole di Hart mostrano che quelle ammissioni non hanno chiuso la vicenda. Il ricordo dell’incidente continua a condizionare il giudizio del canadese, che non considera superato il rapporto conflittuale nato da quell’episodio.
Le personalità citate nel rapporto tra Bret Hart e Goldberg:
- Bret Hart, ex campione canadese e protagonista delle dichiarazioni.
- Goldberg, noto anche come Bill, wrestler coinvolto nell’incidente del 1999.
- Curt Hennig, menzionato da Hart in relazione a un infortunio subito durante un incontro con Goldberg.
- Haku, ricordato da Hart per il rischio di un grave infortunio al collo.

