Brandon McNulty, la sorpresa più grande ai Mondiali 2014: il feeling con Montreal resta un rebus

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Brandon McNulty, la sorpresa più grande ai Mondiali  2014: il feeling con Montreal resta un rebus

Brandon McNulty ha conquistato il titolo mondiale a Montreal ribaltando ogni previsione della vigilia. L’americano possedeva qualità adeguate per competere ai massimi livelli, ma non figurava tra i principali candidati alla maglia iridata. La sua affermazione si distingue così dalle conclusioni delle edizioni più recenti, spesso dominate dai corridori considerati favoriti prima della partenza.

Brandon McNulty sorprende i favoriti a Montreal

Negli ultimi anni il successo mondiale era finito con frequenza sulle spalle di grandi protagonisti annunciati. Tadej Pogacar aveva vinto nel 2024 e nel 2025, confermando il peso dei pronostici. A Montreal, invece, la corsa ha premiato un atleta inizialmente collocato alle spalle di Evenepoel, Del Toro, Seixas, Van der Poel e degli altri nomi più accreditati.

Per individuare un precedente paragonabile occorre risalire al 2013, quando Rui Costa conquistò il Mondiale a Firenze. Un caso simile si verificò nel 2014 a Ponferrada, in Spagna, con il successo del polacco Michal Kwiatkowski. Entrambi erano corridori di alto livello, ma non rappresentavano le candidature più attese alla vigilia della gara.

Il caso di Mads Pedersen nel 2019 presenta caratteristiche differenti. Il danese non era il principale favorito, anche per la presenza di Matteo Trentin tra gli atleti più considerati, ma negli anni successivi ha confermato di essere diventato un autentico fuoriclasse.

Brandon McNulty e i segnali sulla strada di Montreal

Il risultato dell’americano non è arrivato senza indicazioni precedenti. McNulty conosceva molto bene il circuito canadese: nel 2025 aveva vinto il GP di Montreal, al termine di un’azione decisiva condivisa con Pogacar, che gli aveva lasciato il successo.

Nella stagione successiva il corridore aveva ulteriormente confermato il proprio rendimento sullo stesso tracciato, chiudendo al terzo posto nel GP di Montreal. Poco prima del Mondiale, nella cronometro iridata, aveva inoltre ottenuto il quarto posto, rimanendo appena fuori dal podio. La sequenza di questi tre risultati ravvicinati evidenziava una condizione molto competitiva e una particolare capacità di esprimersi sulle strade della prova canadese.

Brandon McNulty, dal lavoro per Pogacar alla maglia iridata

Per diversi anni McNulty ha svolto un ruolo importante alla UAE Team Emirates-XRG, spesso al servizio dei capitani e in particolare di Tadej Pogacar. Pur agendo frequentemente da gregario, l’americano disponeva di caratteristiche da leader: è competitivo a cronometro, resistente in salita e capace di sostenere sforzi prolungati ad alta intensità.

L’assenza di Pogacar ha contribuito a rendere la corsa più aperta, offrendo a McNulty la possibilità di disputare una gara orientata esclusivamente al proprio risultato. L’americano ha sfruttato l’opportunità con un’azione anticipata e decisiva: 32 chilometri percorsi in solitaria gli hanno permesso di tagliare il traguardo da vincitore e di indossare la maglia iridata.

Protagonisti citati nella sfida mondiale

  • Brandon McNulty, vincitore del Mondiale di Montreal.
  • Tadej Pogacar, campione del mondo nel 2024 e nel 2025.
  • Evenepoel, tra i favoriti della vigilia.
  • Del Toro, indicato tra i principali candidati.
  • Seixas, considerato tra i corridori più attesi.
  • Mathieu van der Poel, uno dei nomi di riferimento alla partenza.
  • Rui Costa, campione del mondo nel 2013.
  • Michal Kwiatkowski, iridato nel 2014.
  • Mads Pedersen, vincitore del titolo mondiale nel 2019.
  • Matteo Trentin, tra i corridori italiani considerati nel 2019.
Brandon McNulty
Categorie: Ciclismo

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