Bonucci: «Sogno di allenare la Juventus, mi rivedo in Bastoni». Le rivelazioni su Conte, Mancini e il momento più difficile
Leonardo Bonucci ha ripercorso le tappe più significative della propria carriera, soffermandosi sulla Nazionale italiana, sul rapporto con la Juventus e sulle prospettive dopo il ritiro. Durante un incontro nella sala VAR di Lissone, l’ex difensore ha parlato anche di Alessandro Bastoni, degli insegnamenti ricevuti da Antonio Conte e del desiderio di diventare allenatore, con un obiettivo particolarmente ambizioso: guidare un giorno la squadra bianconera o la Nazionale.
Leonardo Bonucci tra nazionale, juventus e carriera futura
Il ricordo più intenso della carriera resta legato alla prima convocazione con la Nazionale, vissuta a Montecarlo, e alla successiva vittoria dell’Europeo. Indossare la maglia azzurra rappresentava un sogno coltivato fin dall’infanzia, coronato da un percorso culminato nel successo di Wembley.
Il momento più complesso è stato invece il ritorno alla Juventus dopo l’esperienza al Milan. Bonucci ha ricordato le contestazioni ricevute da entrambe le parti e l’accoglienza difficile allo Stadium. Attraverso il tempo e la determinazione, l’ex difensore è riuscito a ricostruire il rapporto con l’ambiente bianconero, considerato una parte fondamentale della propria storia.
Alessandro Bastoni e l’evoluzione del ruolo
Tra i difensori più vicini alle sue caratteristiche, Bonucci ha indicato Alessandro Bastoni. Il centrale dell’Inter viene apprezzato soprattutto per la capacità di impostare l’azione dal basso e partecipare alla costruzione del gioco.
Secondo Bonucci, Bastoni ha compiuto progressi importanti nella leadership, nella comunicazione e nella presenza in campo. Anche i momenti difficili possono diventare utili per ritrovare equilibrio e concentrazione, mantenendo l’attenzione sul proprio obiettivo senza lasciarsi condizionare dall’ambiente esterno.
Var, mentalità e ricordi della carriera
L’ex difensore ha ricordato alcuni episodi arbitrali controversi, tra cui il gol annullato contro il Belgio agli Europei e la rete non convalidata in Juventus-Salernitana, nonostante la presenza del VAR. Ha inoltre indicato Kobe Bryant come modello di mentalità, sottolineando il valore della determinazione per raggiungere traguardi importanti.
Tra gli aneddoti più divertenti figura il tuffo di Daniele De Rossi dopo la vittoria di Wembley. Bonucci ha anche spiegato che, senza il calcio, avrebbe probabilmente proseguito gli studi in economia, grazie al diploma in ragioneria e alla passione per la matematica.
Leonardo Bonucci allenatore: il sogno juventus
Il percorso da allenatore è iniziato quasi dieci anni fa, quando Bonucci ha cominciato a programmare il conseguimento dei patentini necessari. L’obiettivo è diventare primo allenatore, anche se l’esperienza nello staff della Nazionale potrebbe modificare le tempistiche inizialmente previste.
La destinazione più desiderata resta la Juventus, mentre l’altra grande aspirazione è guidare la Nazionale italiana. Dal punto di vista tattico, Bonucci si definisce un “giochista”, favorevole alla costruzione dal basso, pur riconoscendo la necessità di cambiare strategia in base alle caratteristiche delle partite.
La nazionale italiana e il dolore dopo Zenica
Nel confronto è emersa anche la sofferenza legata alla delusione vissuta a Zenica. Bonucci ha raccontato quanto sia stato difficile affrontare il periodo successivo, con conseguenze che hanno coinvolto anche la dimensione familiare. Il rapporto con la Nazionale rimane centrale nella sua storia e alimenta il desiderio di contribuire a riportare l’Italia ai Mondiali.
Le personalità ricordate da Leonardo Bonucci
Nel corso dell’incontro sono stati citati diversi protagonisti del calcio e dello sport, collegati ai ricordi personali, alla crescita professionale e alla futura carriera di Bonucci:
- Leonardo Bonucci
- Alessandro Bastoni
- Antonio Conte
- Roberto Mancini
- Alessandro Del Piero
- Daniele De Rossi
- Kobe Bryant


