Benito Carbone: «Figlio del Filadelfia, Fantinuoli e Vatta maestri. In Italia tanti talenti si fermano all'U21»
Benito Carbone ha ripercorso le tappe più significative della propria carriera, dagli inizi nel settore giovanile del Torino fino alle esperienze con Napoli, Inter e diverse squadre inglesi. L’ex calciatore e allenatore dell’Inter Primavera ha analizzato anche l’evoluzione della Premier League, le differenze con la Serie A degli anni Novanta e il passaggio dal ruolo di giocatore a quello di tecnico.
Benito Carbone e la formazione nel settore giovanile del Torino
La carriera di Benito Carbone è iniziata molto presto. Nato a Bagnara Calabra, si è trasferito a Torino all’età di 11 anni dopo essere stato notato durante un torneo al quale partecipavano Torino, Juventus, Pino Maina e Scillese. Il club granata gli ha offerto l’opportunità di proseguire la formazione nel proprio vivaio, mentre sua sorella lo ha accolto e seguito durante gli anni trascorsi in Piemonte.
Il percorso nel Torino ha rappresentato una fase decisiva sia sul piano sportivo sia su quello personale. Carbone ha ricordato di essere cresciuto come uomo e come calciatore all’interno dell’ambiente granata, sviluppando un legame particolare con il Filadelfia, considerato una parte fondamentale della sua formazione.
Il Filadelfia e i maestri della crescita calcistica
Nel settore giovanile del Torino, Carbone ha incontrato allenatori e figure determinanti per il proprio sviluppo. Tra i primi tecnici ha ricordato Fantinuoli, conosciuto già durante le esperienze con Vittoria Ivest e con gli Allievi Nazionali del club.
La crescita è stata particolarmente rapida: Carbone non ha disputato l’intera stagione degli Allievi, perché Sergio Vatta lo ha promosso direttamente in Primavera. Già al primo anno nella categoria ha raggiunto l’esordio in Serie A a 17 anni. Il rapporto con Vatta è stato descritto come quello con un vero maestro, capace di contribuire non soltanto alla formazione del giocatore, ma anche alla maturazione della persona.
La passione per il calcio ha avuto un ruolo centrale in quel periodo. L’impegno quotidiano e le difficoltà del percorso venivano vissuti senza considerarli sacrifici, perché sostenuti da una motivazione profonda e dal desiderio di migliorare. Gli insegnamenti ricevuti da allenatori e collaboratori hanno quindi inciso in modo significativo sulla sua crescita tecnica e personale.
Benito Carbone allenatore e la formazione dei giovani
Conclusa la carriera agonistica, Carbone ha intrapreso il percorso da allenatore, maturando una visione del calcio diversa rispetto a quella del giocatore. Il calciatore deve mettere a disposizione passione, qualità tecniche, dedizione e voglia di arrivare, concentrandosi sul lavoro quotidiano e sul proprio percorso professionale.
Il tecnico, invece, deve trasferire idee e principi di gioco, oltre a relazionarsi con persone diverse tra loro. Per Carbone, allenare significa cercare di entrare nella mentalità dei ragazzi, comprenderne le caratteristiche e accompagnarli nella crescita. L’obiettivo non riguarda soltanto il rendimento sportivo, ma anche la formazione dell’uomo e la comprensione delle responsabilità legate alla professione.
L’allenatore di una squadra giovanile affronta una responsabilità particolarmente rilevante, perché deve lavorare su ragazzi non sempre già pronti ad affrontare le esigenze del calcio professionistico. Alcuni possono avere difficoltà personali o caratteriali e necessitano di un percorso specifico per comprendere il significato dell’impegno, della disciplina e del comportamento richiesto a un professionista.
Carbone ha seguito inizialmente il percorso con le prime squadre, per poi utilizzare le esperienze maturate in quell’ambito nella formazione dei giovani. Il suo compito è stato anche quello di trasmettere ai ragazzi ciò che serve per arrivare preparati al livello superiore.
Benito Carbone tra Serie A e Premier League
L’esperienza inglese ha permesso a Carbone di confrontare due realtà calcistiche molto diverse. Negli anni Novanta la Serie A rappresentava il principale riferimento internazionale, grazie alla presenza di numerosi campioni e di difensori di altissimo livello. In quel periodo il calcio italiano proponeva una qualità tecnica particolarmente elevata.
La Premier League, invece, era ancora meno evoluta dal punto di vista tattico rispetto a oggi. Soltanto alcune grandi squadre, tra cui Manchester United, Arsenal e Liverpool, disponevano di allenatori internazionali capaci di proporre idee differenti. Molti altri club puntavano soprattutto su fisicità, intensità, aggressività, palla lunga e ricerca della seconda palla.
L’evoluzione della Premier League
Con l’arrivo progressivo di tecnici internazionali in quasi tutte le squadre, il calcio inglese ha modificato profondamente la propria identità. Le formazioni hanno iniziato a proporre stili di gioco differenti e a costruire maggiormente l’azione, superando la tendenza a liberarsi del pallone senza una precisa organizzazione.
Secondo Carbone, la stessa filosofia di crescita è riconoscibile anche in Championship e nei campionati francesi di Ligue 1 e Ligue 2. L’intensità e la cattiveria agonistica restano elementi caratteristici della cultura inglese, sviluppata attraverso allenamenti su spazi ampi e una forte predisposizione al duello fisico.
Durante la sua esperienza in Italia, Carbone si è confrontato con difensori come Franco Baresi, Paolo Maldini, Alessandro Nesta, Fabio Cannavaro e Lilian Thuram. In Inghilterra ha invece affrontato giocatori del calibro di Sol Campbell e Tony Adams, inseriti in un contesto sempre caratterizzato da grande aggressività e ritmo.
Le personalità ricordate da Benito Carbone
Il percorso di Carbone è stato segnato da allenatori, compagni e avversari di rilievo. Tra le figure citate emergono i protagonisti della sua formazione nel Torino, i grandi talenti incontrati in Serie A e i calciatori affrontati durante l’esperienza in Premier League.
- Benito Carbone
- Fantinuoli
- Sergio Vatta
- Claudio Sala
- Roberto Baggio
- Gianfranco Zola
- Roberto Mancini
- Francesco Totti
- Alessandro Del Piero
- Franco Baresi
- Paolo Maldini
- Alessandro Nesta
- Fabio Cannavaro
- Lilian Thuram
- Sol Campbell
- Tony Adams


