Benedetta pilato può ancora crescere: il passo decisivo per tornare a vincere
Ricominciare è il principio che ha guidato il lavoro di Benedetta Pilato e Mirko Nozzolillo nell’ultima stagione. Il tecnico ha scelto di ricostruire gradualmente una nuotatrice ancora molto giovane, ma già con una lunga esperienza internazionale, intervenendo sugli aspetti fisici, tecnici e motivazionali. I risultati ottenuti agli Europei di Parigi, con l’argento nei 50 rana e il bronzo nei 100 rana, hanno confermato una progressione che ora guarda alle Olimpiadi di Los Angeles 2028.
Benedetta Pilato e il percorso di rigenerazione
Il primo anno di collaborazione è iniziato dopo una stagione complessa per Pilato. L’atleta aveva attraversato un periodo difficile dal punto di vista fisico e, dalla primavera in poi, aveva smesso di gareggiare nei 100 rana. Per Nozzolillo era quindi necessario ripartire dalle basi, comprendere come indirizzare il lavoro e recuperare gradualmente le condizioni migliori.
La stagione è stata definita dal tecnico come un anno di rigenerazione. Il programma ha permesso di riprendere alcune attività, sistemare diversi aspetti fisici e recuperare elementi che la nuotatrice aveva progressivamente perduto. Il lavoro non si è limitato alla preparazione atletica: l’obiettivo era anche restituire a Pilato il coinvolgimento e la motivazione necessari per competere ai massimi livelli.
Nozzolillo ha spiegato di aver percepito nell’atleta una certa distanza emotiva dalla pratica sportiva. Per questo è stato importante aiutarla a ritrovare entusiasmo per il nuoto e a riscoprire il piacere dell’attività quotidiana. Il bilancio è considerato positivo, nonostante un numero contenuto di chilometri percorsi: il miglioramento è stato costante e ha riguardato numerosi aspetti della preparazione.
Il programma verso Los Angeles 2028
Il progetto olimpico prevede la conferma delle due distanze principali di Pilato: 50 e 100 rana. L’assenza temporanea dai 100 metri è stata considerata una parentesi legata al percorso di recupero. Le due gare saranno affrontate con lo stesso impegno, la medesima preparazione e senza stabilire una preferenza tra una distanza e l’altra.
Il 50 rana rappresenta una sfida particolare. Pilato è conosciuta a livello internazionale soprattutto per il suo rendimento nella specialità e l’obiettivo è riportarla a un livello molto elevato, migliorandone ulteriormente le prestazioni. Da qui ai prossimi due anni è attesa una competizione intensa, nella quale ogni progresso potrà risultare determinante.
La crescita nei 100 rana
La stagione di Pilato nei 100 rana ha mostrato una progressione evidente. Tra gennaio e febbraio il tempo era di circa 1’07”. A partire dai Campionati italiani assoluti, la nuotatrice ha iniziato a nuotare stabilmente in 1’06” basso, arrivando prima degli Europei a 1’05”8.
Il passaggio da 1’07” e mezzo a 1’05”8 nell’arco di sei mesi è stato valutato come un’evoluzione coerente. Secondo Nozzolillo, è mancato il salto di qualità conclusivo, anche se la prestazione realizzata in staffetta nell’ultima giornata ha mostrato una distribuzione della gara più efficace.
Il lavoro da completare resta significativo, ma i margini di miglioramento vengono considerati molto ampi. Per competere con maggiore continuità ai vertici internazionali sarà necessario concentrarsi sul proprio percorso e innalzare ulteriormente il livello complessivo della preparazione.
La velocità nel 100 rana internazionale
Negli ultimi anni il 100 rana è cambiato anche per effetto delle nuove metodologie di allenamento. La velocità e alcuni aspetti che in passato ricevevano meno attenzione sono diventati centrali nei programmi dei migliori atleti a livello mondiale.
L’evoluzione della specialità è stata influenzata da grandi velocisti come Van den Burg e Adam Peaty. Si tratta di nuotatori concentrati sulle distanze brevi, spesso privi di esperienza specifica nei 200 rana anche in gara. Il riferimento stabilito da Peaty con il tempo di 56”8 è stato descritto come un salto generazionale, ancora difficile da avvicinare.
Il 100 rana resta una prova di resistenza alla velocità. I picchi raggiunti durante la gara sono sempre più elevati e richiedono una combinazione precisa tra rapidità, gestione dello sforzo e continuità tecnica.
Il giovane talento Cristian Tassan Caser
Tra i giovani italiani emersi durante l’estate, Nozzolillo ha indicato Cristian Tassan Caser, atleta del 2008. Il nuotatore ha attirato l’attenzione con il tempo di 21”9 nei 50 stile libero e di 48”3 nei 100 stile libero in vasca lunga.
Le sue caratteristiche fisiche sono state considerate particolarmente adatte al nuoto: è alto, mostra qualità naturali e si muove bene in acqua. La stagione appena trascorsa ha rappresentato il primo momento in cui ha impressionato in modo significativo. La priorità indicata resta la continuità del percorso, senza accelerazioni premature.
Le prospettive olimpiche e il nuoto italiano
L’Olimpiade viene descritta come una fotografia, un momento unico nel quale numerosi fattori devono combinarsi. I Giochi non attendono la maturazione di un atleta: il risultato può essere raggiunto da un trentacinquenne come da un sedicenne. Per questa ragione, il percorso verso Los Angeles deve essere affrontato senza fretta e mantenendo attenzione alla crescita progressiva.
Nel nuoto italiano si registra una maggiore difficoltà nella formazione di grandi mezzofondisti rispetto alla rana. Nozzolillo considera il fenomeno complesso e non lo attribuisce esclusivamente alle scelte tecniche o alla specializzazione degli atleti. La presenza di campioni come Gregorio Paltrinieri e Simona Quadarella può aver influito sul confronto generazionale, ma entrano in gioco anche le caratteristiche fisiche individuali.
Il caso dei 200 stile libero femminili, dominati per anni da Federica Pellegrini, viene indicato come esempio di una distanza nella quale l’Italia ha incontrato difficoltà dopo un lungo periodo di eccellenza. Allo stesso modo, la disponibilità di atleti con caratteristiche simili a quelle di Paltrinieri o Gabriele Detti orienterebbe naturalmente il lavoro verso determinate distanze.
La situazione non viene ricondotta a una crisi della scuola italiana né a un rifiuto dei giovani verso il mezzofondo. Il divario tra distanze brevi e prove di fondo è considerato soprattutto il risultato di circostanze casuali, in un sistema che nel nuoto di fondo ha comunque raggiunto livelli di grande forza.
Le principali personalità citate
Il percorso e l’analisi del nuoto internazionale coinvolgono diverse figure legate alla rana, allo stile libero e al fondo.
- Benedetta Pilato, nuotatrice impegnata nei 50 e 100 rana.
- Mirko Nozzolillo, tecnico responsabile del percorso di rilancio di Pilato.
- Cristian Tassan Caser, giovane talento italiano dello stile libero.
- Van den Burg, velocista citato nell’evoluzione della rana.
- Adam Peaty, riferimento internazionale dei 100 rana.
- Gregorio Paltrinieri, campione italiano del nuoto di fondo.
- Simona Quadarella, protagonista italiana del mezzofondo.
- Federica Pellegrini, dominatrice dei 200 stile libero femminili per diversi anni.
- Gabriele Detti, atleta citato per le sue caratteristiche nel mezzofondo.
