Basket italiano riforma triennale: A2 professionistica e nuova A Dilettanti in arrivo

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Basket italiano riforma triennale: A2 professionistica e nuova A Dilettanti in arrivo

Il tavolo tecnico avviato tra FIP, Legabasket Serie A e Lega Nazionale Pallacanestro sta facendo emergere i primi dettagli di una possibile riforma del sistema cestistico italiano. L’attenzione si concentra soprattutto sulle categorie più vicine al “cuore” del movimento, con un calendario di lavoro pensato per i prossimi anni e con obiettivi mirati a ridefinire standard e struttura dei campionati.

riforma basket italiana: orizzonte temporale e focus sulle categorie inferiori

Secondo quanto riportato, il progetto avrebbe un orizzonte di tre anni e introdurrebbe cambiamenti strutturali, con particolare impatto sulle competizioni che si trovano al di sotto della Serie A. Il lavoro del tavolo tecnico punta a delineare un percorso di trasformazione progressiva, mantenendo un impianto complessivo coerente con i campionati attualmente in essere.

assetto previsto: interventi diversi tra serie a e livelli successivi

Nel disegno della riforma, la massima serie risulta coinvolta in modo più limitato rispetto al resto. La parte più consistente delle modifiche, infatti, riguarda i campionati immediatamente sotto e la definizione del terzo livello.

serie a: aumento della capienza minima senza altre variazioni strutturali

Per la Serie A lo studio prevederebbe un intervento circoscritto. L’unico cambiamento indicato riguarda l’innalzamento della capienza minima richiesta agli impianti: il parametro passerebbe dagli attuali 3.500 posti a 4.500 posti. Per il resto, sul piano delle composizioni e della struttura, non risulterebbero modifiche sostanziali nel perimetro delineato.

serie a2: ritorno della dimensione professionistica e requisiti più stringenti

Il nodo più rilevante del progetto appare legato alla Serie A2, che potrebbe tornare a essere un campionato professionistico, riprendendo un’impostazione già presente ai tempi della LegAdue prima della riforma del 2013. La direzione indicata introduce anche nuove condizioni operative per le squadre e per gli impianti.

obbligo palazzetti e dimensionamento minimo

Tra i requisiti riportati rientra l’obbligo di disputare le partite in palazzetti con una capienza di almeno 3.500 posti, rispetto ai 2.000 attuali. Un elemento di questo tipo incide sulla disponibilità delle strutture e sulla capacità di accoglienza delle sedi di gara, configurandosi come una modifica significativa rispetto allo scenario attuale.

numero squadre e meccanismi: invariati i tagli, confermate promozioni e retrocessioni

Nel progetto descritto, il numero di squadre rimarrebbe stabile: 16 formazioni in Serie A e 20 in Serie A2. La struttura dei movimenti verrebbe mantenuta con due promozioni e due retrocessioni, elemento che sostiene la continuità del sistema sotto il profilo del turn over tra i livelli.

terzo livello: nuova serie a dilettanti e campionato di sviluppo per giovani italiani

La trasformazione più ampia riguarderebbe il terzo livello. L’ipotesi sarebbe quella di creare una nuova Serie A Dilettanti, destinata a prendere il posto dell’attuale B Nazionale. L’obiettivo riportato include la definizione di un campionato di sviluppo con un’impostazione ispirata al modello G-League NBA, orientato alla crescita dei giovani italiani.

requisiti under 23: regole su schieramento e idoneità per la nazionale

Nel perimetro valutato, verrebbe introdotto un vincolo di partecipazione: obbligo di schierare almeno cinque Under 23 a referto. Il progetto include anche la previsione di due giocatori eleggibili per la Nazionale tra quelli rientranti nelle condizioni considerate.

quadro complessivo della riforma: cosa cambierebbe e cosa resterebbe uguale

Il disegno complessivo, così come emerso, definisce un cambiamento graduale: per la Serie A la modifica indicata riguarda l’aumento della capienza minima, per la Serie A2 la possibile reintroduzione della veste professionistica e l’innalzamento dei requisiti di impianto, mentre il terzo livello verrebbe ridisegnato con l’arrivo della Serie A Dilettanti. In parallelo, la riforma manterrebbe invariati numeri e movimenti principali tra Serie A e Serie A2, con due promozioni e due retrocessioni.

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