Baronchelli: 'Con Moser rapporto complicato, ma ci salutiamo. Tra Pogacar e Merckx c'è un abisso

Giampiero Colossi • Pubblicato il 12/01/2026 • 5 min

la carriera di gianbattista baronchelli, l’icona del ciclismo italiano

Il percorso di vita di gianbattista baronchelli rappresenta una testimonianza di grande passione e determinazione nel mondo del ciclismo. Dalla giovinezza ai riconoscimenti più importanti, fino a un momento di serenità nella fase più matura, la sua esperienza si distingue per la capacità di conservare umiltà e gratitudine, trasmettendo un’immagine di uomo equilibrato e consapevole. La vita di uno dei corridori più amati d’Italia è fatta di successi, sfide e di un rapporto autentico con il pubblico che lo ha seguito e sostenuto lungo il cammino.

gli inizi e i soprannomi affettuosi

origine dei soprannomi

Il nome completo è Giambattista, ma il ciclo ha reso più semplice l’abbreviazione. I familiari lo chiamano affettuosamente Tista, mentre nel contesto sportivo è conosciuto come Gibì. La loro nascita deriva dalla praticità di abbreviare un nome troppo lungo, anche perché, durante le competizioni, un nome breve facilita i commenti e i riferimenti. Nella sua carriera, ha sempre mantenuto questi soprannomi, simboli di un rapporto diretto e autentico con tifosi e familiari.

momenti chiave e sfide della carriera ciclistica

la storica impresa sulle Tre Cime di Lavaredo

Nel 1974, durante il Giro d’Italia, il suo talento si mostrò in maniera evidente sullo sfondo delle Tre Cime di Lavaredo. Là, riuscì a distaccare Eddy Merckx, il campione inarrivabile noto come il “Cannibale”. Questo evento suscitò grande entusiasmo, alimentando la domanda tra appassionati e addetti ai lavori: si trattò di una vittoria di grande valore simbolico e tecnico. Nonostante la delusione per aver perso il Giro di appena 12 secondi, questa prestazione rimane uno dei momenti più memorabili della sua carriera, testimoniando la sua grande capacità di competere ai massimi livelli.

l’obiettivo mancato del Giro d’Italia e le vite ai margini dei grandi campioni

Il sogno di vincere il Giro d’Italia, portato avanti con costanza e dedizione, non si concretizzò mai. Si trattò del suo obiettivo più ambizioso, altamente desiderato tanto quanto la vittoria assoluta. La sua carriera, contraddistinta da 90 vittorie, si basa anche sugli straordinari secondi posti ottenuti in eventi come il Giro 1974 e il Campionato del Mondo del 1980. In un panorama dominato da grandi campioni come Merckx e Hinault, Baronchelli si colloca tra i corridori di alto livello che hanno fatto la storia del ciclismo, lasciando un’eredità fatta di rispetto, determinazione e umiltà.

gli atteggiamenti e le riflessioni su un’era contestata

rapporti con stampa e rivalità

Nel corso degli anni, la sua carriera è stata accompagnata da rapporti con la stampa che oscillavano tra apprezzamenti e critiche. La notorietà portò con sé anche momenti di tensione, specialmente con figure come Francesco Moser. La sua sensibilità spesso si traduceva in reazioni che, più di una volta, lo portarono a vivere situazioni di incomprensione o tensione con altri corridori dell’epoca. La sua natura riservata e il rispetto per gli avversari hanno costituito elementi caratterizzanti la sua personalità, anche nelle fasi di confronto più difficili.

il divario tra epoche ciclistiche

Confrontando le generazioni, gli stilemi di merckx, hinault e pogacar evidenziano diverse dimensioni di competitività. Pogacar, ad esempio, si distingue per la capacità di dominare con azioni da lontano, grazie a pochi avversari di livello. La differenza si riscontra nel numero di avversari attorno a lui, più rari e di livello elevato rispetto al passato. La “Disciplina” si evolve, ma la sfida tra uomini di altissima caratura rimane il cuore di ogni grande corsa.

l’eredità umana e il ritorno nel mondo del ciclismo

la nuova vita e il desiderio di condividere

Da anni, Baronchelli si dedica a una vita più tranquilla, dedicandosi alle passeggiate e alla famiglia. Con quattro nipotini, cerca di riempire le giornate con attività semplici e significative, portando avanti la sua fede e i valori di serenità. La decisione di riavvicinarsi al ciclismo nasce dalla passione che ancora vive nel cuore, alimentata da un coinvolgimento che si traduce nella scrittura di un libro e in partecipazioni a eventi dedicati al mondo su due ruote.

ripresa e rapporti con i colleghi

Il rapporto con altri big del passato come Francesco Moser si è progressivamente rasserenato. Gli incontri oggi sono improntati al rispetto reciproco e alla condivisione di ricordi, segnando un percorso di riconciliazione e apprezzamento tra figure che hanno segnato un’epoca. La rivalità si è trasformata in un mutuo riconoscimento, testimonianza di un rapporto che ha saputo superare ferite e incomprensioni.

i protagonisti attuali e il futuro del ciclismo italiano

Il panorama attuale si confronta con un’Italia che fatica a ritrovare i fasti di un tempo, dominato da un quadro internazionale molto competitivo. Corridori come Pellizzari e Finn rappresentano la speranza di una rinascita, anche se il consenso generale riconosce che la crescita nel contesto globale necessita di un rafforzamento della cultura ciclistica e di misure efficaci per garantire maggior sicurezza sulle strade.

Gianbattista Baronchelli
Categorie: Ciclismo

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