Aston Martin rivoluziona la F1: sospensione integrata nel pilone

Giampiero Colossi • Pubblicato il 29/01/2026 • 3 min

Nel contesto del shakedown di Barcellona, l’Aston Martin AMR26 si è distinta per una presenza aerodinamica netta e per una serie di scelte progettuali orientate all’efficienza. Si tratta della prima monoposto realizzata sotto la supervisione di Adrian Newey per la squadra di Silverstone, pronta a trasformare l’immagine in un potenziale avanzamento tecnico. L’auto è arrivata al Montmelò con ritardo significativo rispetto agli impegni iniziali, ma ha subito acceso riflettori e aspettative grazie a una gestione accurata dei dettagli e a una fase di messa a punto che ha seguito una serie di problemi iniziali.

amr26: design aerodinamico e configurazione delle pance

La vettura si distingue per una silhouette molto definita, dove le pance laterali integrano una bocca frontale stretta e un inlet radiatori con un vassoio inferiore che sale verso l’anteriore. Il raffreddamento della power unit RA626H, fornita dalla Honda, si avvale di radiatori sagomati che condizionano la forma dei sidepod per contenere le ferite dimensioni della sezione laterale. L’airbox triangolare ospita prese d’aria per alimentare il radiatore centrale posto sopra al motore, una scelta che integra efficienza e compattezza.

Un elemento caratteristico è la deriva verticale molto lunga, che mette in evidenza l’impegno per ottimizzare l’estrazione dell’aria e ridurre il ripple nel flusso. La massa radiante è stata drasticamente ridimensionata rispetto al passato, permettendo un cofano particolarmente profilato e una vista frontale meno ingombrante, utile a migliorare l’integrità aerodinamica.

Per quanto riguarda la meccanica, la soluzione multilink prevale sia sull’anteriore sia sul posteriore, con push-rod che assicurano risparmio di peso e una risposta adeguata ai profili di flusso. Lo schema sospensivo pone l’attacco del puntone in posizione elevata, collegato al telaio in modo da consentire una gestione avanzata del carico aerodinamico. Sul posteriore, il braccio rappresenta una scelta audace, ancorando il braccio al pilone dell’alettone posteriore per favorire un effetto anti‑pitch e una migliore reazione alle variazioni di assetto.

Dal punto di vista estetico, oltre all’impostazione generale, si osservano la presenza di una solida apertura nel fondo subito dopo il gomito del diffusore, pensata per aumentare la portata dell’aria estrattiva e migliorare l’efficienza del sistema di scarico del flusso. Il muso presenta una linea profilata con un gozzo anteriore che accoglie l’attuatore dell’ala mobile; due piloncini al secondo flap completano l’impostazione di controllo dell’aerodinamica attiva. Anche l’endplate mostra forme nette, mentre il bargeboard rimane basico, con la prospettiva per interventi ulteriori attesi nella seconda sessione di Bahrain.

profilo frontale e gestione del flusso

Nei dettagli di progetto, l’uso di una bocca molto stretta e di prese d’aria mirate permette di mantenere basso il drag in fase di ingresso. L’aria calda proveniente dalle pance trova sbocchi mirati per non ostacolare l’efficienza complessiva della macchina, con un sistema che privilegia l’analisi di flusso in galleria e test in pista per affinare le soluzioni.

note operative e sviluppo

Durante la giornata di shakedown, l’AMR26 ha mostrato progressi concreti nella gestione delle condizioni di pista e nella risoluzione di problemi minori iniziali. Le configurazioni adottate hanno aperto una strada di sviluppo che punta a consolidare l’assetto aerodinamico senza compromettere la dinamica di guida, con un focus particolare sull’impatto delle prese d’aria e sull’integrazione tra aerodinamica e raffreddamento della power unit.

personaggi citati

  • Adrian Newey
  • Lance Stroll
Lance Stroll, Aston Martin

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