Anthony joshua rinuncia a milioni pur di affrontare tyson fury sul ring
Anthony Joshua ha accettato una riduzione dell’ingaggio di almeno 10 milioni di sterline per consentire lo svolgimento del combattimento contro Tyson Fury in Gran Bretagna, con il Principality Stadium di Cardiff scelto come sede dell’incontro dell’11 dicembre. La decisione offre a Joshua un ambiente familiare, ma non garantisce né un orario favorevole né il sostegno completo del pubblico.
Anthony Joshua e il costo della sede britannica
Secondo Eddie Hearn, per mantenere l’evento nel Regno Unito Joshua ha dovuto rinunciare a una cifra superiore alle otto cifre. Il promotore ha spiegato di aver lasciato al pugile la scelta definitiva, sottolineando che si trattava del suo denaro. Hearn aveva indicato la Gran Bretagna come opzione preferibile perché riteneva che combattere in patria potesse aumentare le possibilità di successo.
Joshua ha accettato il sacrificio economico, spostando l’appuntamento rispetto alla data del 20 novembre inizialmente associata al Madison Square Garden di New York. La permanenza in Gran Bretagna elimina il viaggio transatlantico e permette al pugile di prepararsi in un contesto più conosciuto.
Cardiff non assicura un vantaggio completo a Joshua
Il Principality Stadium garantisce a Joshua una sede familiare, ma l’orario previsto rappresenta una difficoltà significativa. Il combattimento dovrebbe iniziare dopo la mezzanotte, costringendo entrambi gli atleti a organizzare allenamento, alimentazione e riposo in funzione di una prestazione nelle ore più tarde della notte. L’orario preciso dell’ingresso sul ring non è ancora stato stabilito.
Anche il pubblico potrebbe risultare diviso. Tyson Fury dispone infatti di un seguito consistente in Gran Bretagna, elemento che rende Cardiff meno simile a una vera arena casalinga esclusiva per Joshua. Entrambi i pugili potrebbero ricevere un sostegno rilevante dagli spettatori presenti.
Le possibili conseguenze economiche del combattimento
La scelta di Joshua presenta anche una prospettiva finanziaria. Una vittoria contro Fury potrebbe favorire un rematch molto redditizio e aumentare l’interesse verso il suo incontro successivo, creando le condizioni per recuperare almeno in parte la somma lasciata sul tavolo per ottenere la sede britannica.
Il possibile ritorno economico dipende però dal risultato del match. Pagare un prezzo più alto per combattere in una sede preferita non offre alcuna garanzia sul rendimento sportivo né sull’esito della sfida.
Cardiff, Wembley e le esigenze televisive
Gli spettatori britannici potranno assistere all’incontro sul territorio nazionale, ma dovranno fare i conti con un inizio molto tardivo, pensato anche per agevolare il pubblico statunitense di Netflix. Turki Alalshikh ha dichiarato che il trasferimento dell’evento da New York a Cardiff avrebbe comportato perdite pari a 53 milioni di sterline, senza includere la riduzione dell’ingaggio di Joshua.
Il coprifuoco delle 23 previsto a Wembley aveva complicato la pianificazione dell’evento. Cardiff ha offerto una soluzione diversa grazie al tetto retrattile del Principality Stadium e a una capacità di circa 80.000 spettatori. Joshua ha quindi sostenuto un costo elevato per ottenere la sede, mentre l’effettivo vantaggio potrà essere valutato soltanto quando il combattimento avrà inizio.
I protagonisti del match
La sfida britannica ruota attorno a due pugili di primo piano, chiamati a gestire non soltanto la pressione sportiva, ma anche le particolari condizioni legate alla sede e all’orario dell’incontro.
- Anthony Joshua, pugile che ha accettato una riduzione dell’ingaggio per disputare il match in Gran Bretagna.
- Tyson Fury, avversario di Joshua e atleta sostenuto da una propria consistente tifoseria britannica.
- Eddie Hearn, promotore che ha sostenuto la scelta della sede britannica ritenendola favorevole alle possibilità di Joshua.
- Turki Alalshikh, esponente che ha quantificato in 53 milioni di sterline le perdite legate allo spostamento dell’evento da New York a Cardiff.
