Andy murray critica l’uso immediato dei telefoni dei giocatori: non è la scelta migliore
Andy Murray ha espresso una posizione netta sull’attuale rapporto tra tennis professionistico e tecnologia, soffermandosi in particolare sulle abitudini dei giocatori fuori dal campo. L’ex campione britannico ne ha parlato con Andy Roddick nel podcast “Served”, affrontando anche il proprio ruolo accanto a Jack Draper e le ragioni che hanno favorito questa collaborazione.
Andy Murray critica l’uso eccessivo del telefono nel tennis
Murray ha osservato che molti tennisti, subito dopo aver lasciato il campo, si concentrano immediatamente sul proprio smartphone. L’attenzione viene rivolta alla lettura dei commenti, delle notizie e delle reazioni provenienti dall’esterno, con un coinvolgimento costante verso ciò che viene pubblicato sul mondo del tennis.
La sua opinione nasce anche dall’esperienza maturata da quando ha iniziato a lavorare come allenatore. Secondo Murray, il comportamento riscontrato negli spogliatoi non rappresenta la scelta più utile per gli atleti, perché il controllo continuo del telefono può esporli a un flusso di informazioni e giudizi difficile da gestire.
Coco Gauff ha una posizione diversa sui social network
Coco Gauff non condivide pienamente questa valutazione. La tennista statunitense ha richiamato l’attenzione sulla durata degli allenamenti e sul tempo complessivo occupato dalle attività quotidiane di una giocatrice professionista.
Dal suo punto di vista, realizzare un breve video per TikTok richiede soltanto pochi secondi e non incide necessariamente sulla prestazione agonistica. Gauff non considera quindi automatico il collegamento tra l’utilizzo dei social media e un rendimento negativo durante le partite.
Andy Murray e la collaborazione con Jack Draper
Murray ha parlato anche del rapporto professionale con Jack Draper, il cui ritorno è previsto nel 2027. L’ex tennista britannico ha spiegato di voler essere presente nella prossima stagione per sostenere il giocatore e il suo gruppo di lavoro, sottolineando la fiducia nelle sue qualità tennistiche.
La scelta di collaborare con Draper è legata anche al rapporto personale tra i due. Murray ha dichiarato di apprezzarne la compagnia e di trascorrere volentieri del tempo con lui. La vicinanza geografica costituisce un ulteriore elemento favorevole: entrambi vivono a circa 20 minuti di distanza, una condizione che rende più semplice organizzare il lavoro.
Gli impegni di Murray e la scelta di restare vicino alla famiglia
Prima di affiancare Draper, Murray aveva valutato altre opportunità di allenamento, oltre all’esperienza maturata lavorando con Novak Djokovic. Il britannico ha spiegato di non voler affrontare un’attività che lo costringesse a viaggiare per circa 30 settimane all’anno.
La possibilità di lavorare con un connazionale ha quindi avuto un peso rilevante. Se Draper avesse vissuto negli Stati Uniti, Murray non avrebbe potuto accettare lo stesso incarico, proprio a causa degli spostamenti richiesti.
Personalità citate nel confronto sul tennis
Il confronto ha coinvolto figure legate a esperienze e prospettive differenti del tennis contemporaneo:
- Andy Murray, ex giocatore britannico e allenatore;
- Jack Draper, tennista britannico seguito da Murray;
- Andy Roddick, conduttore del podcast “Served”;
- Coco Gauff, tennista statunitense con una posizione diversa sull’uso dei social;
- Novak Djokovic, professionista con cui Murray ha avuto un’esperienza di collaborazione.
