Andrea trinchieri: ho appena iniziato, il paok ha molte similitudini con il partizan
Andrea Trinchieri ha iniziato una nuova fase della propria carriera sulla panchina del PAOK Salonicco, con un progetto da costruire gradualmente e una struttura da consolidare in ogni settore. Il tecnico italiano ha parlato del mercato, del legame con il Partizan, della crescita del basket greco e delle prospettive della squadra, indicando nel lavoro quotidiano il punto di partenza dell’avventura.
Andrea Trinchieri e il nuovo progetto del PAOK
L’esperienza a Salonicco è appena cominciata, ma Trinchieri ha già individuato alcune somiglianze con il precedente percorso al Partizan. Il PAOK può contare su tifosi, storia e titoli, anche se i principali successi appartengono a un periodo ormai lontano.
La ricostruzione non rappresenta un ostacolo per l’allenatore italiano. Quando una squadra deve ripartire quasi da zero, ogni progresso diventa parte di un processo quotidiano. L’obiettivo consiste nel costruire un elemento alla volta, trasformando gradualmente il lavoro in una base solida per il futuro.
Il mercato del PAOK e gli arrivi di Cedi Osman e Nick Calathes
Il nuovo PAOK è stato costruito anche attraverso due operazioni di rilievo: gli arrivi di Cedi Osman e Nick Calathes. Trinchieri ha riconosciuto il ruolo determinante del proprietario del club, descritto come una figura con una visione precisa e una forte competenza imprenditoriale.
Pur non possedendo una conoscenza approfondita del basket, il proprietario continua a informarsi, pone domande e cerca di apprendere ogni giorno. La sua capacità di muoversi al di fuori degli schemi ha contribuito a dare una nuova identità al progetto.
Cedi Osman come segnale delle ambizioni
La trattativa per Osman è nata dalla necessità di inserire una guardia-ala titolare. Alla richiesta del proprietario di indicare il miglior giocatore disponibile, Trinchieri ha indicato Osman, pur sapendo che l’atleta era ancora sotto contratto. La conclusione dell’operazione è stata portata avanti direttamente dalla proprietà.
Il trasferimento aveva anche un valore simbolico: il PAOK voleva dimostrare di essere tornato con ambizioni e desiderio di lasciare il segno. L’allenatore ha precisato che l’operazione andava oltre le sue possibilità dirette.
Nick Calathes e il valore del tempismo
La scelta di Calathes di approdare al PAOK, dopo l’intenzione iniziale di restare al Partizan, viene ricondotta da Trinchieri a un fattore essenziale nel basket: il tempismo. Le decisioni di mercato possono cambiare rapidamente in base alle opportunità e al momento in cui si presentano.
Il legame di Andrea Trinchieri con il Partizan
Il rapporto tra Trinchieri e il Partizan resta molto forte. L’allenatore ha ribadito che il proprio amore per il club durerà per tutta la vita, motivo per cui non può considerarsi completamente obiettivo quando analizza la squadra serba.
Le prime prestazioni del Partizan hanno suscitato un’impressione positiva. La squadra è stata descritta come intensa, atleticamente valida e capace di esprimere un buon basket. Secondo Trinchieri, l’organico potrebbe avere bisogno di un ulteriore giocatore, considerando la difficoltà dell’EuroLeague e la pesantezza del calendario.
Lo stile di gioco appare coerente con le caratteristiche degli elementi a disposizione. La presenza di giocatori fisici, duri e mobili rende il Partizan un avversario difficile da affrontare.
Alessandro Pajola e il contributo difensivo
Tra i nuovi elementi del Partizan figura Alessandro Pajola, arrivato nell’estate del 2026. Trinchieri ritiene che il playmaker italiano possa conquistare rapidamente il pubblico grazie alla sua energia e ai suoi istinti difensivi.
Pajola non dovrebbe essere valutato principalmente per la produzione offensiva. Se non gli viene richiesto di segnare venti punti a partita, può diventare un giocatore molto interessante, capace di offrire un contributo importante soprattutto sul piano della pressione difensiva.
La stagione del Partizan e il futuro con Željko Obradović
Trinchieri ha espresso dispiacere per le sconfitte del Partizan e per le difficoltà attraversate dalla squadra nella stagione precedente. A suo giudizio, quanto accaduto non ha favorito nessuna delle parti coinvolte: giocatori, tifosi e Željko Obradović.
La separazione non viene letta come la fine del percorso del tecnico serbo. Obradović ha trovato una nuova realtà considerata di grande valore, con una squadra dotata di un potenziale significativo. Per Trinchieri, se esiste una persona in grado di costruire un gruppo del genere, quella persona è proprio Obradović.
Per il Partizan, il passaggio decisivo sarà la gestione delle sconfitte. La reazione dopo un risultato negativo avrà un peso maggiore rispetto a quanto accade dopo una vittoria e potrà incidere sulle prospettive future del club.
Giocatori locali e identità dei club
Secondo Trinchieri, una squadra competitiva ha bisogno di stranieri di qualità, ma non può rinunciare ai giocatori locali. Questa convinzione si è consolidata anche durante l’esperienza al Partizan, dove il rapporto con il territorio e con il pubblico ha un valore particolare.
L’impiego degli atleti locali non deve essere imposto indipendentemente dal loro livello. Nei club sostenuti da una tifoseria ampia e coinvolta, però, un giocatore del posto può offrire un valore molto superiore alle sole statistiche individuali.
La valutazione deve concentrarsi anche su ciò che l’atleta può dare alla squadra, non soltanto sui suoi difetti. Pretendere che un giocatore locale segni trenta punti ogni sera porta inevitabilmente alla delusione, perché il basket non coincide soltanto con la realizzazione dei punti.
La crescita del campionato greco
Il campionato greco ha compiuto, secondo Trinchieri, un salto di qualità molto significativo. Il torneo spagnolo resta considerato il più forte, ma la crescita della competizione ellenica è stata definita enorme.
Il livello è sostenuto dalla presenza delle due principali squadre greche in EuroLeague e da altre società che ambiscono a raggiungere la stessa competizione. Anche l’AEK mantiene una posizione importante e disputa con continuità le fasi finali della Basketball Champions League.
Le ambizioni del PAOK e la costruzione del futuro
Nonostante gli investimenti e l’entusiasmo legato al nuovo progetto, Trinchieri invita a non accelerare i tempi. La pressione non lo preoccupa, perché indica l’importanza di una squadra e le aspettative che la circondano. Il PAOK, però, deve ancora colmare tre livelli di distanza, non soltanto dal punto di vista tecnico.
Il divario riguarda l’allenatore, i giocatori e l’intera organizzazione. Per questo motivo, parlare già di titoli viene considerato controproducente per il club. L’obiettivo non può essere raggiunto in una sola stagione e richiede un percorso progressivo.
Trinchieri non formula previsioni sull’eventuale approdo futuro in EuroLeague. La sua attenzione è rivolta al prossimo allenamento e alla prossima partita, mentre le valutazioni sul lungo periodo spettano alla dirigenza.
Nei dodici mesi successivi, il tecnico vorrebbe vedere una squadra più sviluppata, un lavoro più efficace e un’organizzazione cresciuta. Soprattutto, considera fondamentale che il gruppo non si arrenda mai. I risultati, infatti, non sono completamente sotto il controllo dell’allenatore né di qualunque altra persona.
Personalità menzionate:
- Andrea Trinchieri
- Cedi Osman
- Nick Calathes
- Alessandro Pajola
- Željko Obradović
