Aglaia Pezzato: “Ceccon, l’argento che brucia. Curtis ora è pronto per i 100 dorso mondiali”

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Aglaia Pezzato: “Ceccon, l’argento che brucia. Curtis ora è pronto per i 100 dorso mondiali”

Aglaia Pezzato ha analizzato il rendimento del nuoto italiano nell’ultima giornata della rassegna continentale, soffermandosi sui risultati ottenuti, sui pronostici sfiorati e sulle prestazioni più significative. Il bilancio complessivo conferma il valore della squadra azzurra, capace di conquistare 6 medaglie d’oro e 20 medaglie totali, con diverse gare decise da dettagli minimi.

Aglaia Pezzato e il bilancio del nuoto italiano

Alla vigilia delle competizioni, Pezzato aveva previsto per il nuoto in corsia 6 ori e 21 medaglie. Il risultato finale si è quindi avvicinato molto alle aspettative, con una sola medaglia in meno rispetto alla stima iniziale. Le previsioni erano state formulate considerando le possibilità più concrete, comprese quelle legate a Simona Quadarella, per la quale erano ipotizzabili due ori e un argento oppure tre successi.

Secondo Pezzato, ogni pronostico deve tenere conto di un margine di variabilità: alcune medaglie possono arrivare oltre le attese, mentre altre possono sfuggire per ragioni legate alla forma degli avversari o ai dettagli della gara. Il bilancio conclusivo è quindi rimasto sostanzialmente in linea con quanto preventivato.

Le medaglie sfiorate nell’ultima giornata

Nell’ultima giornata erano stati considerati molto probabili l’oro di Thomas Ceccon e quello della 4×100 misti femminile. Entrambi i risultati non si sono concretizzati. Le gare hanno confermato quanto sia sottile il margine nel nuoto, dove anche pochi centesimi possono modificare completamente il podio.

Pezzato ha richiamato in particolare gli argenti conquistati da Benedetta Pilato e Thomas Ceccon, arrivati al termine di prove nelle quali il successo sembrava alla portata. Il risultato complessivo è stato determinato da differenze minime, con alcuni piazzamenti che avrebbero potuto trasformarsi in ori.

Le gare sui 50 metri e l’imprevedibilità del risultato

La rassegna continentale ha evidenziato ancora una volta la natura particolare delle gare sui 50 metri. Nel 50 stile libero femminile il pronostico sembrava indirizzato, ma l’esito finale ha smentito le attese. Anche il 50 dorso, inizialmente considerato una sfida tra due atleti russi, ha prodotto un risultato differente da quello previsto.

Nel 50 rana, Cerasuolo si presentava con un vantaggio significativo sugli altri concorrenti, ma Martinenghi è riuscito a imporsi con una prestazione decisiva. Tra le azzurre, Sara Curtis è stata indicata come l’unica capace di rispettare il pronostico in tutti i turni disputati.

Il 50 metri si conferma quindi una prova con caratteristiche autonome, resa ancora più delicata dal peso acquisito dopo l’inserimento nel programma olimpico. La maggiore importanza della gara può portare anche una pressione aggiuntiva. Il caso di Benedetta Pilato lo dimostra: l’azzurra ha mantenuto tempi molto simili nei vari turni, nuotando intorno ai 29”8, per poi fermarsi sul 29”9 in finale.

Gli argenti di Thomas Ceccon e delle staffette

L’argento di Thomas Ceccon è stato considerato quello più difficile da accettare, soprattutto per lo sviluppo della gara. L’azzurro aveva effettuato un passaggio a 25”1, molto vicino a quello registrato nel suo primato mondiale da 51”6. La possibilità di vincere con un tempo sotto i 52 secondi appariva concreta.

Ceccon ha poi avviato la progressione e ha recuperato sugli avversari, ma gli è mancata l’ultima bracciata per completare il sorpasso decisivo. Gli argenti delle due staffette, invece, sono stati valutati in modo positivo, nonostante il rammarico per un oro sfuggito.

La 4×100 misti femminile ha conquistato un secondo posto che non era considerato scontato alla vigilia. Sara Curtis ha nuotato due frazioni da 58”4 nei 100 dorso, dimostrando di poter raggiungere un livello internazionale nella specialità e precedendo anche un’atleta reduce dal record europeo.

La 4×100 misti maschile avrebbe potuto chiudere al primo posto, ma anche terminare quarta, poiché le quattro squadre erano molto vicine e potenzialmente intercambiabili. Il piazzamento ottenuto dagli italiani è stato quindi giudicato privo di aspetti realmente negativi. Simona Quadarella ha infine eliminato ogni dubbio nella gara in cui era chiamata a imporsi, confermando il proprio ruolo di riferimento.

Sara Curtis e Simona Quadarella, le prestazioni più importanti

Le migliori prestazioni della competizione sono state attribuite a Sara Curtis, protagonista di due risultati di vertice, e a Simona Quadarella. Curtis ha vinto in tre distanze differenti, mentre il rendimento di Quadarella rappresenta una nuova conferma di un percorso iniziato nel 2018 a Glasgow e proseguito per otto anni ad alto livello.

Particolare rilievo è stato dato alla prova dei 400 metri stile libero, indicata come la gara più bella disputata da Quadarella durante la settimana. Il tempo di 4’01” ha migliorato nettamente il precedente personale di 4’03” e l’ha avvicinata alla soglia dei quattro minuti.

Il podio occupato dalle stesse tre atlete nelle tre gare considerate ha evidenziato anche una possibile mancanza di profondità nelle specialità. Le protagoniste hanno comunque nuotato su tempi di valore internazionale. Il risultato dei 400 metri apre inoltre nuove prospettive sulle distanze che Quadarella potrebbe valutare in futuro.

Protagonisti di Swim Zone

La puntata ha riunito la conduzione di Swim Zone e l’analisi tecnica dedicata alla rassegna continentale, con un focus sulle prestazioni della squadra italiana.

  • Aglaia Pezzato
  • Michele Cassano
  • Sofia Altavilla
  • Simona Quadarella
  • Sara Curtis
  • Thomas Ceccon
  • Benedetta Pilato
  • Martinenghi
  • Cerasuolo
Sara Curtis
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