Adzic racconta la scelta del sassuolo: il dettaglio decisivo e i consigli di locatelli e muharemovic
Vasilije Adzic ha raccontato il momento vissuto dopo il gol segnato contro la Juventus, il rapporto con il Sassuolo e il percorso di crescita maturato tra Torino e Reggio Emilia. Il centrocampista montenegrino ha spiegato le ragioni della scelta di trasferirsi in prestito, il valore della fiducia ricevuta e l’importanza delle figure incontrate nella sua carriera.
Vasilije Adzic, il gol contro la Juventus
La sfida contro la Juventus era attesa da tempo da Adzic, che ha descritto la partita come un appuntamento presente quotidianamente nei suoi pensieri. Il riferimento alla data del 13 ha alimentato la sensazione che potesse accadere qualcosa di speciale. L’idea di segnare era già nella sua mente prima dell’incontro e il gol è arrivato al termine di una giornata vissuta con grande intensità.
Il centrocampista ha spiegato di aver rivisto la rete moltissime volte e di aver dormito pochissimo dopo la partita. L’adrenalina, l’emozione e il fatto di aver affrontato una squadra nella quale ha giocato per due anni hanno reso quel momento particolarmente significativo. La sua intenzione, ha precisato, resta quella di dare il massimo contro qualsiasi avversario.
Adzic e i complimenti di Spalletti
Prima della partita, Luciano Spalletti ha raggiunto Adzic in panchina dopo aver salutato Aquilani. L’allenatore si è congratulato con lui per il modo in cui aveva iniziato la stagione. Un gesto apprezzato dal giocatore, che ha espresso gratitudine per quelle parole e per l’attenzione ricevuta.
Vasilije Adzic e la fiducia del Sassuolo
Al Sassuolo Adzic ha trovato la continuità di impiego che cercava. Il calciatore ha sottolineato di sentirsi sostenuto dal club, dall’allenatore e dai compagni, elementi che a vent’anni considera indispensabili per crescere. La possibilità di giocare con maggiore regolarità è stata decisiva nella scelta di lasciare temporaneamente la Juventus.
Secondo Adzic, alla Juventus avrebbe potuto trovare più spazio, anche se le decisioni relative all’impiego non dipendevano da lui. Il percorso compiuto in bianconero gli ha comunque consentito di disputare alcune buone partite. Il trasferimento al Sassuolo è stato quindi considerato la soluzione più sensata per dimostrare il proprio valore e contribuire al progetto del nuovo club.
Il progetto di Aquilani e Palmieri
Il Sassuolo aveva seguito Adzic già a gennaio e aveva continuato a monitorarlo durante l’estate. Un passaggio determinante è stato il viaggio del direttore Palmieri a Torino, dove ha parlato con il giocatore e organizzato una videochiamata con Alberto Aquilani. L’allenatore gli ha illustrato con chiarezza il progetto e il ruolo previsto per lui.
Quell’incontro ha reso la decisione più semplice. Adzic ha evidenziato il valore del gesto compiuto da Palmieri e ha spiegato di apprezzare il lavoro di Aquilani con i giovani. Il tecnico, secondo il centrocampista, insegna a giocare a calcio e trasmette l’idea che il coraggio contribuisca a definire il ruolo di un calciatore.
Il percorso alla Juventus con Motta e Tudor
Adzic è stato inserito nel gruppo della prima squadra durante il ritiro sotto la gestione di Thiago Motta, che lo ha valutato mantenendolo con i giocatori della formazione principale. Con Igor Tudor ha trovato maggiore spazio, venendo schierato titolare e realizzando il primo gol. Il centrocampista ha riconosciuto a entrambi gli allenatori un ruolo nel proprio processo di maturazione.
Il ruolo di Adzic e i compagni di riferimento
Il giocatore si considera una mezzala o un trequartista, con una preferenza per la posizione più avanzata. Il ruolo nel quale si trova meglio è quello di trequartista, anche se il principio trasmesso da Aquilani attribuisce grande importanza al coraggio con cui si interpreta ogni posizione.
Tra i compagni con cui ha legato maggiormente figurano Muric e Matic, anche grazie alla lingua condivisa. Nemanja Matic rappresenta per lui un punto di riferimento dentro e fuori dal campo: gli offre consigli continui ed è considerato un esempio, un fratello maggiore e un giocatore di altissimo livello.
Adzic ha parlato con grande rispetto anche di Domenico Berardi, definito un calciatore da cui imparare. Ha ricordato i suoi oltre 130 gol in Serie A, il titolo europeo conquistato e la scelta di rimanere sempre al Sassuolo nonostante l’interesse di altri club.
La passione per il calcio e il sostegno della famiglia
L’amore di Adzic per il calcio è nato guardando Lionel Messi. La famiglia lo ha sostenuto durante tutto il percorso, senza fargli mancare il necessario. In occasione dell’esordio con la Juventus all’Allianz Stadium contro la Lazio, i suoi genitori erano presenti in tribuna e hanno pianto di gioia. Per il centrocampista, quel momento ha rappresentato la conferma di aver realizzato il sogno coltivato fin da bambino.
Le persone citate da Vasilije Adzic
Nel racconto del centrocampista emergono figure importanti per la sua crescita sportiva e personale, tra allenatori, compagni e familiari.
- Luciano Spalletti
- Alberto Aquilani
- Thiago Motta
- Igor Tudor
- Nemanja Matic
- Domenico Berardi
- Lionel Messi
- Locatelli
- Muharemovic
- Muric
- Palmieri


