Achille polonara ho smesso ma il basket è la mia vita
Achille Polonara, ex giocatore di Dinamo e Virtus, è stato protagonista di un’intervista condotta da Daniele Galosso. Al centro del racconto c’è il ritiro dal basket, accompagnato da riflessioni sulla carriera, sulla malattia e sulle sensazioni maturate nel tempo.
achille polonara: ritiro dal basket e bilancio di una carriera
Nel parlare della scelta di fermarsi, Polonara ha espresso orgoglio per il percorso appena concluso. Ha associato quel sentimento anche a una componente legata alla fortuna, sottolineando il fatto di essere riuscito a superare la malattia. L’obiettivo, nel presente, è quello di godere ogni momento e mantenere un atteggiamento positivo, come chiave per affrontare la fase successiva alla carriera sportiva.
annuncio del ritiro: decisione rapida e scelta maturata
Polonara ha descritto l’annuncio come un passaggio molto istintivo: poco prima di salire su un aereo, con il telefono spento, la notizia non era stata condivisa né con la moglie né con il procuratore. Pur nella spontaneità del momento comunicativo, la decisione vera e propria è stata definita come il risultato di una lunga riflessione.
Durante il periodo di allenamento ad Avellino, è emerso un nodo centrale: Polonara ha spiegato di aver compreso di non poter tornare quello di prima, dichiarando di avvertire mancanza di forza e sensibilità. Allo stesso tempo, ha voluto chiarire un punto in modo netto, affermando che la leucemia non sarebbe stata la causa diretta del ritiro.
leucemia e ricadute: chiarimento sulla responsabilità del ritiro
Polonara ha respinto l’idea secondo cui la leucemia sarebbe stata l’origine del ritiro. Ha indicato invece che a lasciare strascichi sarebbero stati i giorni di coma, citando il fatto che questi avrebbero sottratto sensibilità nella parte destra del corpo. L’intento della precisazione è stato quello di sgombrare il campo dall’equivoco presente attorno alla vicenda.
messaggi dai compagni: i legami ricordati con forza
Nel racconto, un ruolo rilevante è stato riservato anche alla vicinanza ricevuta dai compagni. Polonara ha dichiarato di tenere stretti i messaggi arrivati da Marco Spissu e Marco Belinelli, definendoli come una presenza concreta lungo tutto il percorso. Analogo riconoscimento è stato rivolto a Bruno Mascolo.
La riflessione generale è che, in una carriera, si finisce per giocare in molti spogliatoi e incontrare tanti compagni, ma gli amici veri restano pochi. In questo caso, il numero di persone che contano davvero viene descritto come limitato, quasi “sulle dita di una mano”.
futuro nel basket: allenatore e desiderio di salute
Guardando avanti, Polonara ha indicato un obiettivo preciso: restare nel mondo del basket lavorando come allenatore. Ha spiegato di non averlo mai immaginato prima, aggiungendo che l’idea si è fatta strada anche grazie alle circostanze affrontate durante la vita personale e sportiva.
La pallacanestro è descritta come la protagonista della sua storia fino a oggi, con il desiderio che possa continuare a farne parte. Oltre all’ambito professionale, resta centrale il tema della salute: Polonara ha espresso la speranza di avere più benessere e di stare finalmente lontano dagli ospedali.
persone citate nell’intervista
- Achille Polonara
- Daniele Galosso
- Marco Spissu
- Marco Belinelli
- Bruno Mascolo