2026: le strategie a confronto tra Loeb e Al-Attiyah secondo Boulanger

Giampiero Colossi • Pubblicato il 11/01/2026 • 4 min

Con il progressivo avvicinarsi al rush finale della Dakar, l’attenzione si concentra sulla gestione delle dune, sulle vulnerabilità meccaniche e sulle scelte operative che possono incidere sui tempi. In questo contesto, l’interpretazione delle doti dei due piloti di punta si concentra sulla capacità di rendere al massimo in condizioni estreme, mantenendo lucidità, controllo e affidabilità lungo tratte desertiche particolarmente impegnative.

nasser al-attiya e sebastien loeb: differenze di guida

Le differenze tra i due campioni si manifestano soprattutto in situazioni di terreno profondo. A parità di velocità, Nasser mostra una minore fatica, riuscendo a gestire il ritmo senza lasciare margine all’esaurimento. Questo approccio permette di mantenere una velocità elevata senza dover raggiungere limiti estremi: è una abilità radicata nell’esperienza di guida su sabbia, che si traduce in una gestione più “pulita” del gas e in una maggiore costanza di rendimento durante le fasi critiche.

Dal punto di vista tecnico, l’esperienza quotidiana sul deserto consente a Al-Attiyah di interpretare in anticipo cosa possa accadere dietro una cresta, anche quando la visibilità è ridotta. In queste condizioni, Loeb può adottare uno stile diverso, più dinamico, ma resta fondamentale la gestione del bilanciamento tra velocità e controllo. La differenza non è ridotta ai soli tempi, ma si coglie nella capacità di rimanere aderenti a una guida efficiente e sostenibile, soprattutto in presenza di duna profonda.

Un’altra componente determinante riguarda gli eventi che influenzano direttamente i penalità di tempo: una foratura costa circa due minuti e, nel corso della prova recente, sono stati accumulati 17 minuti di ritardo principalmente per problemi meccanici. Si è percorso quasi ottocento chilometri senza assistenza, limitando al minimo i danni e concentrandosi sulle zone rocciose dove è vietato forare. In questa cornice, la gestione del gas resta cruciale: in condizioni ideali, Nasser mantiene la velocità senza dover forzare eccessivamente, mentre il collega potrebbe, in certe circostanze, cercare un margine di manovra differente.

Guardando al recupero di tempo, non è semplice prevedere come Loeb possa colmare i minuti persi, ma la situazione resta aperta: la seconda settimana richiede flessibilità mentale e una gestione oculata degli scenari di gara. Il programma resta quello di evitare forature, proteggere le ruote e massimizzare la resistenza su tratti tecnici e rocciosi, dove ogni scelta può tradursi in vantaggio o in perdita di posizione.

La relazione tra copilota e pilota è descritta come estremamente professionale: il copilota fornisce calma, serenità e controllo, essenziali per non influire negativamente sul ritmo di guida. La dinamica tra i protagonisti è guidata dall’obiettivo primario di ottenere un risultato di gara, con eventuali rapporti personali che restano secondari rispetto alla performance in fase di corsa.

In chiave generale, la seconda settimana richiede una gestione mentale continua: restare concentrati, mantenere la tenuta del veicolo e reagire in modo appropriato alle condizioni di terreno, che spesso cambiano in modo repentino lungo il percorso.

paragrafo dedicato ai protagonisti presenti: in questa fase della competizione emergono nomi chiave coinvolti nel confronto tra specialisti del deserto, tra cui Nasser Al-Attiyah, Sébastien Loeb, Edouard Boulanger e Tiphanie Isnard.

  • Nasser al-attiya
  • Sébastien loeb
  • edouard boulang er
  • tiphanie isnard

gestione della sabbia e ritmi di gara

La gestione del deserto è determinante per mantenere un passo costante nelle tappe in sabbia profonda. L’allenamento quotidiano, la percezione delle creste e la gestione del gas giocano un ruolo cruciale nel contenere gli sforzi, evitando dispersioni inutili e garantendo una conduzione stabile anche in condizioni di visibilità limitata.

rapporto tra pilota e copilota

Il legame professionale tra i due protagonisti è basato su una comunicazione fluida, una precisione operativa e una disciplina comune. Il copilota ha il compito di mantenere la concentrazione, fornire indicazioni puntuali e favorire un clima di calma necessario per mantenere costanza di rendimento lungo i chilometri più complicati.

prospettive seconda settimana e scenari di gara

La seconda settimana presenta scenari complessi: i percorsi restano secretati fino al loro passaggio, richiedono una gestione adattiva degli eventi e una continua attenzione alla navigazione e alle condizioni del veicolo. L’obiettivo resta minimizzare le forature, controllare attentamente le zone rocciose e sfruttare ogni occasione per migliorare il posizionamento, senza compromettere la sicurezza e la regolarità di guida.

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