2026, forature a ripetizione: la scelta delle gomme diventa un azzardo

Giampiero Colossi • Pubblicato il 10/01/2026 • 4 min

Nel Rally Dakar 2026 in Arabia Saudita la prima settimana ha evidenziato una criticità chiave: i danni agli pneumatici hanno interessato in modo diffuso le vetture di punta della categoria T1+. I piloti hanno spesso dovuto fronteggiare più forature in una singola giornata, risultando talvolta necessario introdurre pit stop mirati per consentire il completamento delle tappe. In bivacco si sono sollevate valutazioni sul ruolo del fornitore di pneumatici e sul carattere complessivo della sfida, resa ancor più complessa dal terreno tra rocce e sabbia tipico della penisola arabica.

danni agli pneumatici nel rally dakar 2026: terreno, dinamiche e risposte dei team

La diffusione dei fori e dei danni agli pneumatici ha coinvolto praticamente tutte le squadre della classe Alfa di alto livello, con distacchi serrati tra i migliori che hanno reso decisiva la gestione della gomma nel breve periodo. Alcune tappe hanno richiesto interventi di sostituzione mentre il veicolo era ancora in gara, per permettere agli equipaggi di completare il percorso senza compromettere il tempo complessivo. Il confronto tra le prestazioni ha alimentato una percezione di “lotteria” associata all’esito finale, dato che i guasti continui hanno potuto stravolgere la classifica in ogni tratto.

danni agli pneumatici: sviluppo della gomma e reazioni dei team

Il pneumatico oggetto di discussione è stato nuovo e diverso rispetto all’edizione precedente, sviluppato nell’arco dell’anno per affrontare le condizioni specifiche della Dakar. È stato utilizzato per la prima volta in ottobre al Rally del Marocco, con un cambiamento repentino che non ha permesso una reazione adeguata in tempo utile. Si è richiamata l’attenzione sull’assenza di convalida secondo i consueti protocolli, poiché normalmente si verifica una validazione su oltre 5.000 chilometri per ogni componente, processo che questa gomma non ha completato prima della gara di Dakar.

La struttura interna della gomma è stata modificata per ridurre i danni al battistrada, risposta a problemi riscontrati negli anni precedenti. La compensazione ha comportato invece un aumento dei danni sul fianco, rendendo in sostanza i danni complessivi simili nel numero ma spostati in una zona diversa. I team non esprimono soddisfazione e indicano che resta un aspetto su cui intervenire nel prossimo ciclo.

La gestione delle pite stops si è rivelata cruciale: senza interventi di cambio, la situazione soprattutto alle tappe iniziali avrebbe potuto fermare molte vetture a metà percorso. Le valutazioni raccolte indicano che alcune tappe hanno presentato una casistica pesante di forature, rendendo i pit stop una misura essenziale per la continuità di gara e per la sostenibilità delle prestazioni sui tratti seguenti.

dinamiche di terreno e caratteristiche delle pietre

Il terreno in Arabia Saudita è notevolmente differente rispetto a quello europeo: tratti rocciosi con pietre affilate come lame si incontrano in gran parte della prima settimana, soprattutto nelle zone settentrionali dove paesaggi montuosi e crateri vulcanici hanno caratterizzato i percorsi. Le pietre nere, piatte e simili a ceramiche, vengono sollevate dalla ruota anteriore e raccolte da quella posteriore, favorendo i danni laterali agli pneumatici. Tale contesto ha portato a una valutazione condivisa sul fatto che la provenienza dei danni sia fortemente legata al tipo di terreno e meno al solo prodotto utilizzato.

ruolo del roadbook e gestione della gara

Alle dinamiche di gara contribuisce anche la gestione del roadbook: il bilanciamento tra velocità e approve di passo può influire sulle condizioni di sterrato e sulle traiettorie, con la percezione che la competizione stia virando verso una gara di velocità invece che di resistenza. Alcuni responsabili hanno osservato che rallentare eccessivamente i mezzi avrebbe provocato problemi di equilibrio tra le classi e potrebbe favorire una situazione non desiderata per le classi di punta. La responsabilità decisionale su possibili deviazioni del percorso resta in capo agli organi organizzativi.

prospettive per la seconda settimana e percorso

La Dakar prosegue dopo la giornata di riposo a Riad, con un percorso che punta verso sud, verso Wadi ad-Dawasir e Bischa, per tornare poi a nord e attraversare l’Al-Henakiyah fino al traguardo di Yanbu sul Mar Rosso. L’andamento degli eventi della prima settimana indica che i danni agli pneumatici continueranno a influire sull’esito della gara, in parallelo con l’andamento della resistenza e delle strategie di gestione di rotta e pneumatici nelle tappe successive.

personaggi principali citati nella trattazione:

  • Joan Navarro
  • Tiphanie Isnard
  • Jan Verhaegen
  • Matthew Wilson
  • David Castera
Henk Lategan
BFGoodrich Dakar
Sebastien Loeb

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