2: Velasco cerca conferme e la sfida si accende

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2: Velasco cerca conferme e la sfida si accende

Una partita complessa, a tratti spigolosa e di lettura non immediata, si chiude con l’Italia capace di aggiudicarsi il confronto al tiebreak contro la Serbia. Dopo due set dominati in modo netto, la gara cambia ritmo: il terzo parziale viene perso, il quarto scivola via con un finale compromesso da un parziale pesante, poi il quinto set riparte con slancio e si conclude con un risultato finale di 3-2 (25-14; 25-15; 18-25; 21-25; 15-12). Un percorso fatto di alti e bassi, che mette in evidenza la capacità di reazione nei momenti decisivi.

italia serbia al tiebreak: 3-2 e cinque set dagli andamenti opposti

Il match prende forma con un avvio straordinario per l’Italia. Nei primi due set l’andamento è lineare: l’attacco azzurro lavora in modo efficace e la Serbia fatica a trovare continuità. Nel terzo set, invece, la direzione si inverte: la Serbia accelera, aumenta l’intensità e l’Italia perde il controllo del parziale, chiudendolo 18-25.

Ancor più significativo il quarto set, quando l’Italia sembra avere la gara in mano e porta il punteggio in una fase di vantaggio, prima di subire una sequenza negativa culminata in un parziale di 9 a 0 a favore della Serbia. Il quarto parziale termina dunque 21-25, portando la sfida al set decisivo.

Nel quinto set l’Italia parte meglio, mantiene un margine nella prima parte del tiebreak e reagisce ai tentativi di rimonta avversari. Il finale sorride agli azzurri: 15-12 per chiudere la partita e conquistare la vittoria complessiva 3-2.

velasco e il match: scelte iniziali e segnali di tensione nei timeout

Il tecnico Velasco appare visibilmente concentrato e, nei momenti di maggiore difficoltà, incisivo nelle indicazioni. Durante gli ultimi timeout del match la sua espressione di forte determinazione rispecchia l’esigenza di ottenere risposte immediate dalla squadra. Le scelte iniziali riflettono un equilibrio costruito su più cambi, con formazioni che vedono l’impiego di Cambi-Obossa, Antropova-Nervini, Fahr-Nwakalor e Fersino.

Nel corso della partita, l’Italia attraversa fasi in cui alcune dinamiche sembrano funzionare con regolarità e altre in cui emergono difficoltà più marcate, soprattutto quando l’intensità difensiva avversaria riesce a incidere sulle percentuali offensive. Le stesse variazioni che hanno accompagnato l’inizio del match diventano un terreno più complesso quando la Serbia cambia marcia e alza la pressione nei set centrali.

primi due set: camb i regia perfetta e attacco in controllo

distribuzione e muro di squadra: l’impatto degli azzurri

Nei primi due set la prestazione dell’Italia è descritta da un funzionamento collettivo molto alto. Cambi viene indicato come un regista “perfetto” nella distribuzione: i palloni alzati ad Obossa risultano numerosi, così come le opportunità per le bande e per il centro. A questo si aggiunge un dato rilevante sul piano difensivo: l’Italia realizza 8 muri di squadra nei primi due parziali.

Sul fronte del servizio, il rendimento è contenuto negli errori: nei primi due set si registrano complessivamente 5 errori. Il quadro generale racconta un’Italia in controllo, capace di ridurre le imprecisioni e di trasformare le situazioni in punti.

statistiche chiave del cambio di ritmo

Nonostante la solidità iniziale, l’evoluzione della gara porta a un finale complessivo meno lineare. A fine match emergono due numeri che fotografano il passaggio: l’Italia chiude con 39% in attacco e 29 errori gratuiti, mentre la Serbia ne registra 26. In termini di punti a rete, il computo dei muri riporta un totale di 16, mentre gli ace ammontano a 5. Sul piano ricezione l’Italia raggiunge un 65% di ricezione positiva.

prestazioni individuali italiane: obossa, antropova, fahr e fersino

obossa: efficienza offensiva e impatto in difesa

Obossa risulta tra i riferimenti principali della fase iniziale. La sua prova si traduce in 18 punti, con un 44% in attacco, 3 block vincenti e 10 digs. Il contributo unisce attacco e difesa, offrendo un supporto decisivo quando l’Italia domina i primi parziali.

antropova: numeri offensivi limitati e rendimento in ricezione

Antropova non riesce a ripetere lo stesso impatto in attacco: si ferma a 12 punti con il 26% di efficacia. Sul servizio mette a segno 3 ace, ma non registra muri. Il lato positivo della prestazione riguarda la ricezione: il totale indica 52% di ricezione positiva e 28% di ricezione perfetta su 25 palloni ricevuti.

fahr e fersino: muri, difesa e ricezione ad altissimo livello

Fahr risponde con continuità: chiude con 17 punti, realizza 7 muri e commette un solo errore dai nove metri. Ancora più marcato il rendimento di Fersino, descritto da percentuali elevate in ricezione: 91% di ricezione positiva, 56% di ricezione perfetta e 20 difese.

cronaca del match: terzo set, quarto set con rimonta e tiebreak finale

terzo set: serbia in risposta e break della partita

Dopo due parziali controllati dall’Italia, nel terzo set la Serbia reagisce con decisione. Il racconto della fase evidenzia un Italia che sbatte sul muro avversario, con un passaggio significativo sul punteggio 9-15. Velasco richiama l’attenzione del gruppo con indicazioni precise, collegando la scelta di attacco all’esigenza di evitare traiettorie leggibili per il muro serbo. Il divario aumenta fino al 12-19, e il terzo parziale si chiude a favore della Serbia 18-25.

quarto set: recupero iniziale, poi 9-0 serbo e set che scappa

Nel quarto set Velasco richiama lo stesso starting seven impiegato dall’inizio del match, mentre sul lato serbo compare anche Kurtagic al centro. L’Italia subisce un break sul punteggio 7-9, ma lo recupera e ribalta rapidamente l’inerzia arrivando a 14-10, con l’inserimento di due ace in fila firmati da Antropova. Da lì la partita sembra accelerare a favore delle azzurre, ma il finale del parziale cambia direzione: Velasco chiama due timeout nel momento di maggiore tensione, sul 19-16 e sul 21-19. Le indicazioni non bastano a impedire la rimonta serba, che conquista il set grazie a un parziale di 9 a 0.

tiebreak: avvio azzurro, rimonta serba e videocheck decisivo

Ferite nell’orgoglio, le Azzurre entrano nel tiebreak con rabbia, costruendo un vantaggio: 4-1, poi 7-3 fino al 9-4. La Serbia però rientra con una serie di scambi che valorizzano la fase a muro, arrivando fino a 10-9. Velasco, nei timeout, intensifica le indicazioni per correggere i punti in cui l’Italia cede terreno.

Nel finale avvengono cambi chiave: esce Cambi per Scola; Antropova sbaglia ancora, mentre Obossa realizza tre punti in fila. Nwakalor firma il punto numero 14, che porta la squadra ad avvicinarsi al match-point, ma Antropova spara lungo anche dai nove metri. Entra Moro al posto in ricezione, e Obossa viene poi murata sul punteggio 14-13. A quel punto Velasco segnala un tocco a rete del muro serbo e chiama il videocheck, che individua una circostanza non rilevata dagli arbitri. Il punto viene assegnato e il match termina con la vittoria italiana.

tabellino italia serbia: numeri e ruoli nella sfida 3-2

La partita si chiude con il punteggio 3-2 per l’Italia e parziali 25-14; 25-15; 18-25; 21-25; 15-12.

italia: Fahr, Obossa e Nwakalor tra i protagonisti

Formazione italiana: Fahr 18, Cambi 1, Antropova 12, Nwakalor 13, Obossa 16, Nervini 9, Fersino (L), Giovannini 1, Scola 2, Moro, Adigwe 2, Omoruyi 3. N.E.: Omoruyi. Allenatore: Velasco.

serbia: Cajic con 19 punti e contributi diffusi

Formazione serba: Perovic, Ivanovic 1, Kirov 7, Bukilic 3, Tica 9, Osmajc 8, Gocanin (L), Mirkovic 2, Kurtagic 3, Zubic 6, Pakic, Cajic 19, Antonovic 4. N.E.: Aleksic, Jegdic e Miljevic. Allenatore: Terzic.

arbitri e durata dei set

Arbitri: Ibrahim Ismail Ablooshi (UAE) e Alireza Gharib (IRI). Durata: 20’, 20’, 21’, 25’, 16’.

  • velasco
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  • obossa
  • antropova
  • fahr
  • nwakalor
  • fersino
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  • scola
  • moro
  • adigwe
  • giovannini
  • terzic
  • perovic
  • ivanovic
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  • osmajc
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  • mirkovic
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  • zubic
  • pakic
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