Aston Martin: Newey costruisce il sogno, ma serve tempo
Con la rivoluzione regolamentare che inizierà nel 2026, Aston Martin Racing affronta una stagione di profonda riconfigurazione tecnica e organizzativa, con obiettivi di vertice e un’accelerazione dell’innovazione che coinvolge infrastrutture, fornitori eLeadership sportiva. Il contesto vede una dominanza iniziale delle monoposto a effetto suolo e, allo stesso tempo, un’apertura verso nuove sinergie e strategie di sviluppo, mirate a elevare la competitività della scuderia britannica nel mondiale.
aston martin racing: trasformazione e obiettivi per il 2026
La gestione della squadra è affidata a Lawrence Stroll, che ha rilevato Racing Point nel 2019 trasformandola in Aston Martin Racing. L’evoluzione ha preso forma in una struttura altamente tecnologica: il Technology Campus, articolato in tre edifici interconnessi vicino a Silverstone, integra una galleria del vento avanzata, un simulatore all’avanguardia e spazi dedicati allo sviluppo. L’investimento in infrastrutture è stato accompagnato da una strada di consolidamento delle capacità di messa a punto, con l’obiettivo di comprimere i tempi necessari per far emergere il potenziale dei sistemi complessi.
Dal punto di vista delle partnership, una svolta rilevante riguarda la fornitura di power unit: per il 2026 l’accordo prevede un’esclusiva con Honda, una scelta che rinforza la capacità di sviluppo tecnico e di integrazione tra vettura e propulsore. Parallelamente, la compagine britannica ha intrapreso un percorso di raffinamento della gestione tecnica e operativa, con una ridefinizione dei ruoli e un rafforzamento della collaborazione tra reparto motoristico e asse aerodinamico.
Un aspetto chiave nel puzzle di sviluppo riguarda l’headcount tecnico e la gestione della produzione. Il progetto AMR26 comporta una responsabilizzazione interna su trasmissione, sospensioni posteriori e sistema idraulico, riducendo la dipendenza dai flussi esterni del passato. In questa fase si stanno consolidando interfacce tra aerodinamisti, simulazione e produzione, con l’intento di accelerare l’implementazione di soluzioni innovative durante la messa a punto e nei test.
aston martin racing: leadership e gestione della trasformazione
La leadership è stata affidata a figure di alto profilo che hanno contribuito a ridefinire la direzione sportiva e tecnologica. In primo piano figura anche Adrian Newey, che ha assunto un ruolo centrale nel coordinamento tecnico e ha avviato una partecipazione azionaria di minoranza finalizzata a trasformare l’intera struttura in partner operativa. Il percorso di Newey prevede la definizione di staff e processi, con una supervisione diretta delle aree chiave della vettura e della filosofia di sviluppo.
aston martin racing: infrastrutture e sviluppo tecnico
L’attenzione verso le risorse interne si è tradotta nell’inserimento di talenti con responsabilità specifiche: Enrico Cardile è stato nominato Chief Technical Officer ed è l’interfaccia tra la direzione tecnica e i team aerodinamici, nonché responsabile della realizzazione della vettura. Con lui lavorano esperti come Jack Vino, portato da Mercedes per guidare l’aerodinamica, e Giles Wood, incaricato della simulazione, proveniente da progetti all’avanguardia nel mondo tech. Luca Furbatto resta Engineering Director, accompagnando la fase realizzativa e l’evoluzione del sistema, mentre Paul Field è stato chiamato come COO con responsabilità di produzione e logistica. Ben Fitzgerald è entrato come manager di rilievo, contribuendo a consolidare l’organico operativo.
La mano di Newey si estende anche a guidare il collegamento tra progettazione e produzione, con una dinamica di coordinamento che coinvolge gli elementi di produzione e controllo qualità. L’obiettivo è dare coerenza alle scelte di progetto, allineando i criteri aerodinamici, dinamici e di affidabilità con le necessità di una vettura pensata per confrontarsi con i top team. Parallelamente, Gianpiero Lambiase viene citato come figura chiave nel cuore tecnico della scuderia, con l’ipotesi di un possibile inserimento nella squadra che gestisce la pista, ora guidata da Mike Krack.
aston martin racing: alleanze e potenziali fornitori
La collaborazione con Honda, in esclusiva dal 2026, segna una svolta strategica: la partnership sposta l’asse del progetto verso una sinergia stretta tra motopropulsore e architettura di vettura, con un focus sull’integrazione e sull’affinamento delle prestazioni. Contemporaneamente, il coinvolgimento di Aramco nel progetto carburanti e nello sviluppo dell’e-fuel aggiunge un elemento di ricerca avanzata – energia ad alta densità e combustione controllata – finalizzato a potenziare la potenza e l’efficienza.
aston martin racing: staff tecnico e governance
La trasformazione è accompagnata da una nuova governance tecnica, con responsabilità condivise tra sessioni di sviluppo, progettazione e gestione della pista. Oltre a Newey, la squadra guarda a figure esperte come Gianpiero Lambiase e Mike Krack per consolidare la gestione operativa. L’obiettivo è costruire un team in grado di operare in modo coeso, rapido e orientato al risultato, con una struttura che favorisca lo scambio di competenze tra progettazione, simulazione e messa a punto sul campo.
aston martin racing: prospettive sportive e driver
La strategia tecnica va di pari passo con una riflessione sulle dinamiche sportive. L’attenzione si concentra sulla possibilità di avere un top driver nel 2027, mentre restano sul tavolo discussioni su potenziali interessamenti legati a nomi di alto livello. In parallelo, l’attenzione sui nomi di spicco come Fernando Alonso e Lance Stroll rimane stabile, con una logica di sviluppo finalizzata a trasformare la competitività della vettura in risultati concreti.
personaggi chiave menzionati
- Lawrence Stroll
- Adrian Newey
- Enrico Cardile
- Jack Vino
- Giles Wood
- Luca Furbatto
- Paul Field
- Ben Fitzgerald
- Gianpiero Lambiase
- Mike Krack
- Fernando Alonso
- Lance Stroll
- Charles Leclerc
- Max Verstappen
- Ross Brawn
- Rory Byrne