Aston Martin accende il motore Honda per il 2026: primo test della AMR26
La chiusura del 2025 segna l’ingresso in una fase decisiva per l’efficacia aerodinamica, l’efficienza energetica e la collaborazione tecnica: la AMR26 è stata presentata dalla casa di sviluppo a Silverstone, un passaggio simbolico e operativo che apre una nuova era, anche in chiave regolamentare, per Aston Martin e Honda. L’evento rappresenta l’occasione per verificare le procedure di montaggio e la funzionalità della parte idraulica mentre si definiscono i contatti e i linguaggi di lavoro tra le due realtà, in un contesto dove la vettura nasce già dentro una cornice di innovazione e responsabilità condivisa.
amr26: debutto nella nuova era tecnica e nella collaborazione con honda
La AMR26 è stata assemblata per la prima volta nel reparto di produzione, offrendo una verifica pratica delle pratiche operative e della gestione idraulica, contestualizzata all’inizio di una fase regolamentare che abbandona l’effetto suolo. In parallelo, il progetto prende forma all’interno di una partnership con Honda, annunciando l’esigenza di costruire un linguaggio tecnico comune che valorizzi entrambe le competenze. In questa cornice, le nuove unità di potenza del 2026 promettono una transizione significativa: l’apporto elettrico diventa dominante, con una componente elettrica che salirà a 350 kW, quasi triplicando il contributo attuale. Per governare tale complessità, Honda ha sviluppato un software capace di gestire oltre 20 mila parametri, riflesso della sofisticazione richiesta e dell’impegno necessario per trasformare la visione in una performance concreta.
amr26: la nuova era regolamentare e la trasformazione dell’aerodinamica e del packaging
La nuova era regolamentare impone un’armonizzazione tra aerodinamica, confezionamento (packaging) e gestione energetica. Il passaggio dall’adozione dell’effetto suolo a una dinamica diversa richiede una gestione più accurata delle componenti, con una priorità crescente all’integrazione tra flussi di energia e design della vettura, in un sistema che privilegia l’efficienza complessiva e la capacità di adattamento alle diverse piste.
amr26: partnership con honda e nuove dinamiche di collaborazione
Nel contesto della collaborazione tra Aston Martin e Honda, è stato indicato che non sono stati fissati obiettivi immediati per la fase iniziale, con il 2026 che viene individuato come anno cruciale per testare la solidità del rapporto e per creare basi durature capaci di valorizzare le competenze di entrambe le parti. In questa logica, la direzione ha deciso di ridefinire il ruolo di Andy Cowell, ex motorista, che diventa un punto di raccordo tra la sede di Silverstone e Honda, facilitando la comunicazione tra ingegneria interna e necessità dell’alleanza tecnologica.
amr26: sviluppo tecnico e consolidamento del team
Nel percorso di sviluppo tecnico emergono nomi di peso, tra cui Adrian Newey ed Enrico Cardile, che sono arrivati nell’ultimo anno. Pur riconoscendo il valore indiscutibile di ciascuno, il processo di integrazione richiede tempo per fondere metodologie, sensibilità e approcci differenti all’interno di una struttura ambiziosa ma ancora in fase di assestamento. Le strutture stesse hanno impegnato investimenti significativi, la cui messa a punto richiede tempo e attenzione continua per ottimizzare l’interazione tra componenti, aerodinamica e gestione energetica.
amr26: cosa aspettarsi dal 2026
Il quadro tecnologico della generazione 2026 punterà molto sull’apporto elettrico, con una quota maggiore di energia elettrica rispetto al contributo ibrido attuale. La gestione delle strategie di gara su differenti circuiti diventerà una vera arte di equilibrio: chi saprà interpretare con maggiore lucidità questa nuova grammatica tecnica potrà tradurla in un vantaggio competitivo decisivo, modulando dinamiche di aerodinamica, packaging e dinamica energetica in funzione del contesto di gara.
Di seguito, le figure chiave emerse nel contesto tecnico e operativo della AMR26:
- Watanabe
- Andy Cowell
- Adrian Newey
- Enrico Cardile